a cura di Mariarita Cupersito –

“La tutela e la promozione dei diritti umani e la lotta contro ogni forma di discriminazione rappresentano una priorità consolidata della politica estera dell’Italia, in conformità con la nostra Costituzione”, ha dichiarato il rappresentante permanente d’Italia presso le Nazioni Unite e le altre organizzazioni internazionali, l’ambasciatore Vincenzo Grassi, nell’ambito del Dialogo Interattivo sul rapporto annuale dell’Alto commissario ONU per i Diritti umani in occasione della 56ma sessione del Consiglio Onu Diritti Umani a Ginevra.

“Come ribadito dai leader del G7 sotto presidenza italiana la scorsa settimana”, ha evidenziato l’ambasciatore Grassi, “l’Italia crede fermamente nei principi democratici e nelle società libere, nei diritti umani universali, nel progresso sociale, nel rispetto del multilateralismo e dello Stato di diritto”.

In armonia con il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite, “continueremo a sostenere la lotta dell’Ucraina per la libertà e la sua ricostruzione per tutto il tempo necessario”, ha aggiunto.
L’ambasciatore Grassi ha inoltre ricordato che il nostro Paese “è sempre stato in prima linea nella campagna internazionale per una moratoria universale delle esecuzioni, come primo passo verso l’abolizione della pena di morte”, e condanna “la discriminazione, la violenza e la persecuzione contro le minoranze religiose ed etniche, quali le comunità cristiane”, come riporta un comunicato della rappresentanza ripreso da Ansa. Il rappresentante permanente ha anche evidenziato la necessità di “intensificare i nostri sforzi congiunti per affrontare le sfide globali, tra cui la tratta di esseri umani e le cause profonde della migrazione irregolare”.
L’ambasciatore ha proseguito affermando che “in uno spirito di partenariato paritario e strategico, siamo impegnati per intensificare il nostro sostegno ai Paesi africani nei loro sforzi per raggiungere uno sviluppo sostenibile, rafforzare la governance democratica, contribuire alla stabilità e alla prosperità globali”.

Nell’ambito del dialogo interattivo con il relatore speciale sulla situazione dei diritti umani in Afghanistan, il rappresentante permanente ha sottolineato che le crescenti restrizioni dei diritti fondamentali delle donne in Afghanistan, inclusi il diritto all’istruzione, al lavoro e alla libertà di movimento, “sono inaccettabili e devono essere eliminate”. Grassi ha evidenziato la centralità della giustizia e dell’accertamento delle responsabilità, dichiarando che l’Italia è “allarmata dal fatto che l’oppressione sistematica di donne e ragazze possa configurare una persecuzione di genere, un crimine contro l’umanità definito nello Statuto di Roma, di cui l’Afghanistan è uno Stato parte”.
”È essenziale che la comunità internazionale e questo Consiglio continuino ad occuparsi della situazione dei diritti umani in Afghanistan, che resta estremamente grave, con particolare riguardo alla discriminazione e alla violenza di genere contro donne e ragazze, descritta nel rapporto come apartheid di genere”, ha proseguito l’ambasciatore. 
Il rappresentante permanente ha inoltre sottolineato che “l’Italia resta profondamente preoccupata per l’impatto della situazione attuale su milioni di bambini privati dei diritti e dei servizi di base, nonché sulle minoranze e sui gruppi etnici e religiosi”, come si legge ancora nel rapporto citato da Ansa, ribadendo che “l’Afghanistan deve rispettare i suoi obblighi previsti dal diritto internazionale, tra cui quelli derivanti dalla Convenzione sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne, dalla Convenzione sui diritti del fanciullo e da altri trattati di cui è parimenti uno Stato parte”.
In chiusura l’ambasciatore Grassi ha dichiarato che “l’Italia sottolinea che la piena, equa, effettiva e significativa partecipazione delle donne afghane in tutte le sfere della società e nei processi internazionali è cruciale per assicurare una pace sostenibile, stabilità e prosperità in Afghanistan”.