di Ghazy Eddaly

Il nuovo governo olandese di centrodestra, guidato da Dick Schoof, ha recentemente reso noto un piano che comprende leggi severe per limitare i flussi di rifugiati, spesso destinatari, in base alla legge in vigore, di alloggi dell’edilizia abitativa popolare, dell’assistenza sanitaria gratuita e dell’istruzione.

Tra le misure proposte c’è il congelamento delle domande di asilo per due anni, l’imposizione di restrizioni al ricongiungimento familiare ed il rimpatrio forzato di persone che non hanno un permesso di soggiorno.

Inoltre il livello di conoscenza della lingua necessario per ottenere la cittadinanza olandese sarà B1 anziché A2, e il periodo di residenza richiesto sarà aumentato da 5 a 10 anni.

La ministra per l’Asilo e gli immigrati, Marjolein Faber, ha annunciato che il suo paese ha inviato a Bruxelles la richiesta di esenzione dalla politica comune di asilo e migrazione.

Le organizzazioni per i diritti umani e l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati hanno fortemente criticato il piano, affermando che queste misure potrebbero portare al caos ed esecrerebbero le sofferenze dei rifugiati.