di Alessio Cuel –
È di questi giorni la notizia del riconoscimento, da parte di Spagna, Irlanda e Norvegia, dello stato di Palestina. Essi si aggiungono agli oltre 140 paesi nel mondo che hanno già adottato questa decisione.
Secondo il premier spagnolo Pedro Sánchez, che annunciato la decisione del governo spagnolo in una comunicazione istituzionale del 28 maggio, “non si tratta di una scelta contro qualcuno, ma di una decisione mirata a favorire la pace tra israeliani e palestinesi”.
E l’Italia? Come si schiera il nostro paese rispetto al tema del riconoscimento della Palestina? Per Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, si tratta di un tema prioritario e proprio il riconoscimento dello stato palestinese viene visto come un possibile viatico per la pacificazione in Medio Oriente. C’è sintonia di vedute, su questo tema, con Alleanza Verdi e Sinistra e Movimento 5 Stelle. Proprio alcuni deputati grillini, durante la seduta di martedì 28 maggio alla Camera, hanno esposto dei vessilli palestinesi, venendo richiamati all’ordine e invitati a consegnare le bandiere.
Più cauti, per ora, i partiti di destra (Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega) e quelli dell’area liberale (Azione, Italia Viva e Più Europa). Una spiegazione dell’approccio più cauto da parte dei partiti della maggioranza, rispetto a quelli progressisti, viene da Antonio Tajani, nella duplice veste di leader di Forza Italia e ministro degli Esteri. “Noi siamo favorevoli a lavorare alla nascita di uno stato palestinese che riconosca Israele e sia riconosciuto da Israele. Siamo anche pronti a lavorare a una soluzione che ne favorisca la nascita, finita la guerra, con una sorta di amministrazione dell’ONU. Ma passi che servono soltanto a creare tensione non servono”, ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio.
Un approccio conservatore, dunque, quello del governo e dei partiti di maggioranza, che rende ad oggi difficile ipotizzare che l’Italia possa seguire a breve Spagna, Irlanda e Norvegia. Tutto ciò a poche ore dall’attacco israeliano di Rafah e dall’invito del presidente turco Erdoğan, alla presidente del Consiglio Meloni, a seguire Spagna, Irlanda e Norvegia nel riconoscimento dello stato palestinese. Un invito che, per ora, resta inascoltato.




