di Alberto Galvi –
In vista delle elezioni parlamentari e del referendum del 15 ottobre 2023, in base ai sondaggi il partito al governo PiS (Diritto e Giustizia) avrebbe perso un notevole sostegno rispetto alle elezioni di quattro anni fa. Mentre nel 2019 il PiS aveva ottenuto il 43,6 per cento dei voti, secondo l’ultimo sondaggio il partito è ora diversi punti percentuali al di sotto, al 38 per cento. Dietro il Pis c’è il partito della Coalizione Civica di Donald Tusk, Koalicja Obywatelska, con il 30 per cento dei voti, e il partito di estrema destra Confederazione Libertà e Indipendenza, Konfederacja Wolsność i Niepodległość, con l’11 per cento dei voti.
Gli attuali sondaggi suggeriscono che il PiS, che governa la Polonia dal 2015, potrebbe dover cercare un partner di coalizione per formare il prossimo governo, poiché non raggiungerebbe la maggioranza assoluta, anche se non è ancora chiaro chi potrà essere partner di coalizione.
Il Parlamento è composto dal Senato con 100 seggi per un mandato di 4 anni; la Sejm con 460 seggi e la soglia del 5 per cento dei voti per i partiti e dell’8 per cento per le coalizioni. I partiti di minoranza sono esentati dalla soglia. I membri della Camera bassa restano in carica per 4 anni.
Il PiS ha chiesto un controverso referendum sulle migrazioni che si terrà in concomitanza con le elezioni parlamentari del 15 ottobre. Questo referendum è visto come un tentativo di radunare gli elettori attorno al governo. La dura posizione assunta in precedenza dal partito nei confronti dell’immigrazione lo ha aiutato a prendere il potere nel 2015.
Qualsiasi cambiamento reale nella politica del paese dipenderà dalle coalizioni che PiS e il partito della Coalizione Civica di Tusk riusciranno a ottenere. Il primo ministro, i vice primi ministri e il Consiglio dei ministri sono nominati dal presidente e confermati dalla Sejm.




