di Guido Keller –
Il Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa ha convocato l’ambasciatore polacco a Mosca, Krzysztof Kraevsky, per esprimere una formale protesta in relazione al fermo, avvenuto lo scorso dicembre a Varsavia, dell’archeologo russo Alexander Butyagin.
Secondo quanto riferito in una nota ufficiale del Ministero degli Affari Esteri russo, il diplomatico polacco è stato ricevuto il 12 gennaio e informato della “forte protesta” di Mosca per la detenzione dello studioso, avvenuta su richiesta di Kiev. Le autorità russe hanno definito “assurde” le accuse mosse nei confronti di Butyagin, sostenendo che esse sarebbero legate esclusivamente alla sua attività scientifica.
Nel comunicato si precisa che l’archeologo è coinvolto nei lavori della spedizione archeologica di Mirmeki, condotta in Crimea, territorio che Mosca considera parte integrante della Federazione Russa. Proprio questa attività accademica, secondo il ministero, sarebbe stata alla base delle contestazioni avanzate dalle autorità ucraine.
Durante l’incontro, la parte russa ha inoltre chiesto alle autorità polacche l’immediato rilascio del cittadino russo e il rifiuto di qualsiasi eventuale consegna all’Ucraina. La vicenda si inserisce in un contesto di forti tensioni diplomatiche tra Mosca, Kiev e i Paesi europei, e rischia di aggravare ulteriormente i rapporti già complessi tra Russia e Polonia




