di Alberto Galvi –
Due giorni dopo le dimissioni del primo ministro socialista portoghese António Costa, il presidente Marcelo Rebelo de Sousa ha sciolto il Parlamento e indetto elezioni anticipate. Le dimissioni di Rebelo sono arrivate nel contesto di un’indagine sulla corruzione. Rebelo de Sousa ha dichiarato che il paese terrà le elezioni anticipate il 10 marzo.
L’annuncio delle dimissioni arriva in seguito all’arresto del capo di gabinetto nell’ambito di un’indagine anticorruzione che include accuse di atti illeciti e traffico di influenza. Costa ha negato ogni addebito, ma ha affermato di non poter più continuare a ricoprire il proprio ruolo. I pubblici ministeri hanno affermato che lo stesso ex premier è oggetto di un’indagine separata.
In base alla legge portighese le elezioni devono aver luogo entro 60 giorni dall’emanazione del decreto presidenziale che scioglie il Parlamento, dove il Partito socialista detiene la maggioranza dei seggi. Rebelo de Sousa aveva detto che avrebbe sciolto il Parlamento solo dopo il voto sul bilancio per il 2024.
In un contesto di crescita economica debole il bilancio, che comprende tagli fiscali per la classe media, spese per programmi sociali per i poveri e un aumento del 24 per cento della spesa pubblica, è stato approvato dalla Camera il 31 ottobre. Dovrà essere definitivamente approvato entro il 29 novembre prossimo.
La Procura ha formalmente sospettato il ministro delle Infrastrutture João Galamba e ha emesso mandati di arresto nei confronti del sindaco della città di Sines e di due dirigenti della società Start Campus. Il governo Costa è stato colpito da un flusso costante di scandali, con più di una dozzina di membri del suo esecutivo che si sono dimessi in meno di due anni per vari motivi.




