di Piero Bonito Oliva / Dire * –
Una caccia all’uomo transnazionale che si è trasformata, nel giro di poche ore, nella ricerca a tappeto di una misteriosa e pericolosa fuggitiva. L’epicentro delle indagini dell’antiterrorismo e della criminalità organizzata europea si è improvvisamente spostato sul confine italiano, dove le forze di sicurezza sono in stato di massima allerta.
Come rivelato dal quotidiano francese Le Parisien, la donna responsabile del grave attentato dinamitardo compiuto lunedì scorso nel Principato di Monaco sarebbe riuscita a penetrare nel territorio italiano, dando il via a una complessa operazione di localizzazione internazionale coordinata dall’Interpol.
L’azione criminale si è consumata all’inizio della settimana nel cuore di Montecarlo, prendendo di mira l’abitazione dell’oligarca ucraino Vadim Ermolaev e della sua famiglia, dove è stato piazzato e fatto esplodere un ordigno. In un primo momento, le indagini delle autorità monegasche erano state parzialmente depistate dall’abbigliamento del killer, immortalato dalle videocamere e descritto dai primi rapporti come un uomo che indossava una giacca nera, jeans chiari e un cappello scuro a visiera calata, il classico modello “bob”. La svolta investigativa è arrivata grazie alla preziosa testimonianza di un cittadino che si trovava nei paraggi della villa al momento della deflagrazione e, soprattutto, grazie all’analisi incrociata dei filmati di sorveglianza pubblici e privati del Principato. Gli inquirenti francesi e monegaschi hanno così scoperto che dietro quel travestimento si nascondeva in realtà una donna di trentanove anni di nazionalità ucraina, identificata come Anastasia B., un soggetto già ampiamente noto alle forze di sicurezza per i suoi consolidati legami con la criminalità organizzata.
La ricostruzione del percorso effettuato dall’attentatrice subito dopo l’esplosione evidenzia una pianificazione logistica lucida e millimetrica. Anastasia B. si è allontanata a piedi dalla scena del crimine, riuscendo a superare i confini di Monaco per raggiungere la vicina località francese di Beausoleil. Lì, in un punto strategico precedentemente individuato, la donna ha recuperato un’autovettura immatricolata e noleggiata in Germania, lasciata parcheggiata appositamente per garantirle una rapida via di fuga. Al volante del veicolo con targa tedesca, la trentanovenne ha imboccato l’autostrada in direzione est, puntando dritta verso il confine italiano e transitando attraverso i varchi della zona di Mentone, alle porte della Liguria, prima che le autorità potessero sigillare le frontiere.
La risposta delle autorità giudiziarie è culminata con l’emissione, da parte della Procura Generale del Principato di Monaco, di un mandato di ricerca internazionale contrassegnato dal codice rosso dell’Interpol. La misura punta a congelare ogni movimento della donna a livello globale, sebbene l’attenzione degli investigatori sia attualmente concentrata sul territorio italiano. Parallelamente, le forze dell’ordine tedesche hanno fatto scattare una verifica d’urgenza presso quello che risulta essere il domicilio ufficiale di Anastasia B. a Francoforte, in Germania, trovando tuttavia l’appartamento completamente vuoto. La mobilitazione è adesso totale, con i comandi di frontiera italiani impegnati a setacciare le principali arterie stradali, nel tentativo di intercettare la vettura prima che l’attentatrice possa far perdere definitivamente le proprie tracce.
* Fonte: agenzia Dire.





