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L’escalation del conflitto in Medio Oriente potrebbe avere conseguenze pesantissime sull’economia globale. Dal Qatar arriva infatti un duro avvertimento: i Paesi del Golfo potrebbero interrompere le esportazioni di energia nel giro di poche settimane se la guerra dovesse proseguire.
A lanciare l’allarme è stato il ministro dell’Energia qatariota Saad al-Kaabi, che in un’intervista rilasciata questa mattina al Financial Times ha spiegato come l’instabilità nella regione stia mettendo a rischio le rotte energetiche e l’intero sistema di approvvigionamento mondiale.
Secondo il ministro, uno scenario di guerra prolungata potrebbe costringere i produttori del Golfo Persico a fermare le spedizioni di petrolio e gas. Una decisione che avrebbe conseguenze immediate sui mercati internazionali. “Ciò farà crollare le economie mondiali”, ha dichiarato al-Kaabi al quotidiano economico britannico.
Il blocco dell’export energetico provocherebbe infatti un forte shock sui prezzi delle materie prime, con ripercussioni dirette su inflazione, crescita economica e stabilità dei mercati.
Il ministro qatariota ha anche indicato quale potrebbe essere l’impatto sul prezzo del greggio. In caso di ulteriore escalation del conflitto, il petrolio potrebbe arrivare fino a 150 dollari al barile, un livello che non si registra da anni e che metterebbe sotto pressione le economie di tutto il mondo.
Gli analisti temono che un simile aumento dell’energia possa rallentare la crescita globale e aggravare le difficoltà economiche già presenti in molti Paesi, soprattutto in Europa e nelle economie fortemente dipendenti dalle importazioni di petrolio e gas.
L’avvertimento del Qatar arriva in un momento di forte tensione geopolitica e rappresenta uno dei segnali più chiari del rischio che il conflitto possa trasformarsi anche in una crisi energetica su scala mondiale.




