di Shorsh Surme –
Il Medio Oriente è entrato in una nuova fase di escalation politica e militare, dopo l’attacco israeliano (e di scarso successo) su Doha, in Qatar, per colpire i vertici di Hamas. Prima vittima sono stati proprio i negoziati per il cessate-il-fuoco di Gaza, cosa che può comportare un aumento delle tensioni tra Israele e i Paesi arabi, non solo del Golfo.
Questi sviluppi stanno avendo un impatto diretto sui mercati globali, con l’aumento dei prezzi del petrolio e i crescenti rischi per il trasporto marittimo nel Golfo e nel Mar Rosso, aggravando le crisi economiche nella regione. Alla luce di questi fatti il futuro del Medio Oriente sembra dirigersi verso una fase di caos, stallo politico e calo della fiducia negli Stati Uniti come mediatori.
Dopo che Israele ha preso di mira un potente alleato, è venuto alla luce come siano in atto cambiamenti negli equilibri di potere, poiché gli Usa potrebbero perdere il supporto del Qatar e degli stati del Golfo nella regione, togliendo il freno all’Iran di espandere la sua influenza.
Già l’Egitto propone l’istituzione di una forza panaraba sul modello della Nato, segno che l’attacco nel territorio qatarino sta coalizzando in vari paesi superando le storiche rivalità.












