François Beya, consigliere per la sicurezza dell’attuale presidente della Repubblica Democratica del Congo, ha trascorso la sua seconda notte nei locali della National Intelligence Agency (ANR). Secondo Jeune Afrique si sarebbe detto sorpreso da quella che considera un'”umiliazione”. Durante gli interrogatori non ha mai smesso di ricordare al vice capo dell’ANR, Jean-Hervé Mbelu Biosha, che avrebbe potuto usare altri metodi.
Il consigliere per la sicurezza speciale del presidente è stato arrestato a casa sua il 5 febbraio, intorno alle 13.00.I suoi telefoni sono stati sequestrati, così come quello di sua moglie. La ragione ufficiale di questo arresto non è stata comunicata. Alcune fonti avrebbero fatto trapelare che il suo arresto sarebbe stato preventivo, cioè sarebbe stato finalizzato a evitare un eventuale colpo di stato.
Tuttavia le fonti di Jeune Afrique all’interno dell’ANR e della presidenza indicano che “è in corso un’indagine relativa alle questioni di sicurezza”. L’arresto sarebbe stato motivato in altri termini da una guerra di palazzo all’interno della quale l’ex direttore dell’intelligence congolese faceva il doppio gioco: da un lato fungeva da consigliere dell’attuale presidente della Repubblica Democratica del Congo, dall’altro lato sarebbe rimasto ancora in stretto contatto con l’ex presidente Joseph Kabila che, secondo l’entourage presidenziale, stava preparando dietro le quinte operazioni di destabilizzazione del regime.




