di Giuseppe De Santis –
Quando si parla della Repubblica Democratica del Congo (RDC), la prima immagine che viene alla mente è spesso quella del conflitto che devasta la parte orientale del Paese, con migliaia di vittime, milioni di sfollati e gravi crimini commessi da numerosi gruppi armati.
Tuttavia, la RDC è un Paese vastissimo e in molte aree la situazione è relativamente stabile. Anche dal punto di vista economico emergono segnali incoraggianti.
Dal 2020 l’economia congolese è cresciuta complessivamente del 40% e per i prossimi anni è prevista una crescita media del PIL intorno al 5%. Un andamento sostenuto soprattutto dagli alti prezzi di rame e cobalto, minerali strategici di cui la RDC è il primo produttore africano.
Le esportazioni minerarie rappresentano oggi circa il 50% del PIL, un dato significativo se si considera che nel 2019 si fermavano al 25%. Questo miglioramento ha contribuito all’aumento delle riserve in valuta estera, che hanno raggiunto i 7,9 miliardi di dollari, sufficienti a coprire tre mesi di importazioni. Parallelamente, il deficit della bilancia commerciale è in calo: dal 5% del 2023 dovrebbe scendere al 3,1% nel 2028.
Progressi si registrano anche sul fronte fiscale. Tra le misure più rilevanti figurano la semplificazione dell’IVA e l’abolizione delle esenzioni per le società minerarie, che hanno determinato un aumento delle entrate tributarie. Inoltre, sono stati ridotti i sussidi ai carburanti.
L’inflazione è scesa in modo significativo, passando dal 23,6% del 2023 al 2% nel 2025. Questo ha consentito alla banca centrale di ridurre i tassi di interesse dal 25% al 15% nello stesso periodo.
Questi segnali positivi non sono passati inosservati agli analisti di Standard & Poor’s, che hanno migliorato l’outlook della RDC da stabile a positivo, assegnando ai titoli di Stato un rating B- per il lungo termine e B per il breve termine.
Resta ancora molto da fare per migliorare le condizioni economiche e sociali del Paese, ma secondo S&P, se il percorso di riforme e crescita dovesse proseguire, il rating della RDC potrebbe ulteriormente migliorare, con benefici concreti per le finanze pubbliche: un rating più alto significa infatti costi di indebitamento più bassi per lo Stato.



