di Giuseppe Gagliano –

Dopo oltre 30 anni di assenza, la Repubblica Democratica del Congo (RDC) si prepara a tornare al centro della scena internazionale con un’ambizione chiara: ottenere un seggio come membro non permanente nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per il mandato 2026-2027. La campagna ufficiale è stata lanciata il 18 dicembre dalla ministra degli Esteri, Thérèse Kayikwamba Wagner, durante una presentazione formale davanti a diplomatici stranieri e figure pubbliche.

“Dopo più di tre decenni fuori dal Consiglio di Sicurezza, la RDC si candida nuovamente”, ha dichiarato l’ufficio del presidente Félix Tshisekedi, citando le parole della ministra. Con il sostegno dell’Unione Africana e della Comunità di Sviluppo dell’Africa Australe (SADC), la RDC mira a giocare un ruolo chiave sulla scena internazionale. Le elezioni per l’assegnazione del posto si terranno a giugno 2025 a New York.

La RDC ha già occupato in passato il posto di membro non permanente in due occasioni: nel 1982-1983 e nel 1990-1991, periodo durante il quale ha assunto la presidenza del Consiglio di Sicurezza. Secondo Thérèse Kayikwamba Wagner, il Paese contribuì direttamente alla risoluzione di crisi importanti, come quella della guerra del Golfo.

Questa candidatura si inserisce nella volontà della RDC di riaffermarsi come attore centrale in Africa e nel panorama internazionale. In un contesto segnato da sfide interne legate alla sicurezza e alla politica, questo seggio permetterebbe a Kinshasa di avere una voce più influente nelle questioni globali.

Per la RDC ottenere il posto significherebbe anche un’opportunità per rafforzare le sue alleanze diplomatiche, difendere gli interessi dell’Africa all’interno dell’ONU e promuovere una gestione più equa delle crisi mondiali, in particolare quelle che colpiscono il continente africano.

Il sostegno dell’Unione Africana e della SADC alla candidatura della RDC è un segnale significativo. Queste organizzazioni regionali considerano questa candidatura un’opportunità per rafforzare la rappresentanza africana nel Consiglio di Sicurezza, spesso criticato per la sua mancanza di diversità e per l’incapacità di riflettere la realtà geopolitica attuale.

Con questa candidatura, la RDC si unisce alla lunga lista di Paesi africani che hanno chiesto una riforma strutturale del Consiglio di Sicurezza, reclamando più seggi permanenti e non permanenti per il continente.

Nonostante il sostegno regionale, la candidatura della RDC dovrà affrontare diverse sfide. Il Paese continua a essere segnato da gravi problemi interni, come i conflitti armati persistenti nell’Est e le difficoltà legate alla governance e ai diritti umani. Questi elementi potrebbero influire negativamente sulla percezione internazionale della RDC come attore credibile e stabile all’interno dell’ONU.

Per convincere, Kinshasa dovrà dimostrare di essere pronta a svolgere un ruolo costruttivo ed equilibrato nelle questioni globali. La campagna lanciata da Thérèse Kayikwamba Wagner sarà cruciale per ottenere il sostegno dei membri dell’Assemblea generale, che voteranno nel 2025.

Questa candidatura al Consiglio di Sicurezza rappresenta un test importante per la diplomazia congolese sotto la presidenza di Félix Tshisekedi. È un’occasione per la RDC di dimostrare di poter superare le sue sfide interne e contribuire attivamente alla pace e alla sicurezza internazionali.

Ma la strada è lunga, e il successo della campagna dipenderà dalla capacità della RDC di mobilitare un ampio sostegno, non solo in Africa, ma anche a livello globale. Se ottenuto, questo seggio potrebbe rappresentare un passo decisivo nel riposizionamento della RDC come attore di primo piano sulla scena internazionale.

Nel frattempo Kinshasa dovrà dimostrare che, nonostante le difficoltà, è pronta a giocare un ruolo responsabile e costruttivo all’interno di uno degli organi più influenti delle Nazioni Unite.