di Giuseppe De Santis –
Quando nel 2004 la Repubblica Ceca è entrata nell’Unione Europea, una delle condizioni previste dai trattati era l’adozione dell’euro. Tuttavia, il Paese non solo non ha mai aderito alla moneta unica, ma non sembra avere alcuna intenzione di farlo nemmeno in futuro.
La maggioranza dei cittadini cechi è contraria all’introduzione dell’euro e i governi che si sono succeduti negli ultimi vent’anni hanno scelto di preservare i vantaggi che la corona ceca ha garantito all’economia nazionale.
Ora, però, la coalizione di governo intende compiere un passo ulteriore: introdurre nella Costituzione un emendamento che renda la corona ceca l’unica valuta legale accettata nel Paese e che garantisca ai cittadini il diritto di utilizzare il contante.
L’obiettivo dell’iniziativa è impedire ai futuri governi di adottare l’euro, ribadendo così la volontà dell’esecutivo di non aderire alla moneta unica, nonostante i trattati europei spingano in questa direzione.
Al momento, tuttavia, le possibilità di una modifica costituzionale appaiono limitate. Sarebbe infatti necessario il consenso dei tre quinti dei membri di Camera e Senato, una soglia che l’attuale coalizione di governo non è in grado di raggiungere in entrambe le camere. L’iniziativa assume quindi soprattutto il valore di un gesto politico, volto a segnalare la volontà di prendere le distanze dall’Unione Europea o, quantomeno, di preservare un elevato grado di autonomia.












