di Alberto Galvi –

Alle elezioni presidenziali della Repubblica Centrafricana, tenutesi il 28 dicembre, il presidente uscente Faustin-Archange Touadéra ha ottenuto la rielezione per un terzo mandato, conquistando la maggioranza assoluta dei voti.

Al secondo posto si è classificato l’ex primo ministro Anicet-Georges Dologuélé, seguito da un altro ex capo di governo, Henri-Marie Dondra. L’affluenza alle urne è stata del 52,42 per cento.

Touadéra si è presentato alla competizione dopo che un referendum costituzionale, approvato nel 2023, ha abolito il limite dei mandati presidenziali. La sua campagna elettorale si è concentrata soprattutto sul tema della sicurezza in un Paese segnato da una persistente instabilità, facendo leva sul sostegno garantito da mercenari russi e da soldati ruandesi.

La principale coalizione di opposizione, il Bloc républicain pour la défense de la Constitution (BRDC), ha boicottato le elezioni, sostenendo che il voto difficilmente sarebbe stato equo. Il governo ha respinto le accuse. La Corte costituzionale ha tempo fino al 20 gennaio per esaminare eventuali ricorsi e proclamare i risultati definitivi.

Negli ultimi anni la Russia ha fornito alla Repubblica Centrafricana assistenza in materia di sicurezza in cambio dell’accesso a risorse naturali come oro e diamanti. Con la rielezione di Touadéra, questi legami e gli interessi russi nel Paese potrebbero ulteriormente rafforzarsi.