di Enrico Oliari

Un generale e due alti ufficiali del ministero dell’Interno russo sono stati arrestati nell’ambito di un’inchiesta sulla sottrazione di carburante destinato ai mezzi della polizia della regione di Mosca. Nel procedimento sono coinvolti anche il presidente del consiglio di amministrazione del colosso petrolifero Eurotrans e alcuni dirigenti della società.

L’indagine è stata avviata dalla Direzione principale per la sicurezza interna del ministero dell’Interno, che avrebbe individuato un gruppo organizzato responsabile dell’appropriazione di carburante appartenente alla Direzione del ministero dell’Interno della regione di Mosca.

Tra gli indagati figura il generale maggiore Sergej Malkov, fino all’arresto vicecapo della Direzione principale del ministero dell’Interno per la regione di Mosca e responsabile della logistica. Con lui sono finiti nell’inchiesta il colonnello Aleksej Sujarov, responsabile del Centro per il supporto economico e dei servizi della polizia regionale, e la tenente colonnello Anna Levina, dirigente dello stesso organismo. I tre sono stati licenziati dal ministero e posti in custodia cautelare fino al 5 novembre.

Secondo quanto comunicato dalla portavoce del ministero dell’Interno, Irina Volk, nella presunta organizzazione sarebbero coinvolti anche il presidente del consiglio di amministrazione di Eurotrans, Igor Martynov, e tre top manager della società.

Eurotrans è uno dei maggiori operatori indipendenti del settore dei carburanti nell’area di Mosca. La società gestisce la rete di distributori Trassa, oltre a una base petrolifera e a una propria flotta di autocisterne, e figura tra le imprese considerate di rilevanza sistemica per l’economia russa.

Secondo la stampa russa, il danno economico accertato finora sarebbe superiore a un milione di rubli. La cifra potrebbe tuttavia aumentare con il proseguimento delle indagini, che puntano anche a individuare eventuali altri complici e soggetti danneggiati.

RBC, citando una fonte a conoscenza dell’operazione, ha riferito inoltre che agli arresti avrebbero partecipato anche uomini dell’FSB, il Servizio di sicurezza federale russo.

Il procedimento è stato aperto ai sensi della parte 4 dell’articolo 160 del Codice penale russo, che riguarda l’appropriazione indebita o la distrazione di beni commessa da un gruppo organizzato o su scala particolarmente elevata. In caso di condanna, gli indagati rischiano fino a dieci anni di reclusione.

L’inchiesta è stata affidata al Dipartimento investigativo del ministero dell’Interno. Gli investigatori stanno ora cercando di ricostruire il funzionamento del presunto sistema di sottrazione del carburante, stabilirne l’entità complessiva e verificare l’eventuale coinvolgimento di altri funzionari o dirigenti.

Gli arrestati, secondo quanto riportato dalla stampa russa, non avrebbero ammesso le accuse.