Russia. Attacco con droni a impianto chimico: almeno 7 morti e 10 feriti

di Guido Keller

Un attacco con droni attribuito alle forze armate ucraine ha colpito un impianto chimico nella regione russa di Smolensk, provocando almeno 7 morti e 10 feriti. Lo ha comunicato il Comitato Investigativo Russo, aggiornando un precedente bilancio fornito dalle autorità locali.
Secondo quanto riferito dal governatore della regione di Smolensk, il bersaglio dell’attacco è stato l’impianto di produzione di fertilizzanti azotati PJSC “Dorogobuzh”, un’azienda civile specializzata nella produzione chimica destinata anche all’esportazione. Nelle prime ore successive all’attacco, il governatore aveva parlato di quattro dipendenti uccisi e dieci feriti.
Le autorità russe sostengono che l’impianto sia stato colpito da almeno trenta droni. I soccorritori e le squadre di emergenza sono intervenuti sul posto per assistere i feriti e mettere in sicurezza l’area. Le persone ferite sono state trasportate in strutture mediche della regione, dove stanno ricevendo cure.
Secondo le autorità russe, l’attacco rientrerebbe in una strategia volta a colpire infrastrutture economiche considerate importanti per l’export del Paese. Mosca ha definito l’azione un “attacco terroristico” contro un obiettivo civile.
Nel frattempo, sul fronte opposto del conflitto, osservatori e commentatori militari segnalano che l’Ucraina starebbe gradualmente ripristinando parte della propria rete energetica dopo mesi di bombardamenti e attacchi alle infrastrutture. Con l’arrivo della primavera il periodo più critico per il sistema energetico ucraino potrebbe essere superato, anche se rimarrebbero possibili nuovi attacchi.