di Guido Keller

Due petroliere, la Delta Harmony e la Matilda, sono state attaccate nei pressi del terminale del Caspian Pipeline Consortium (CPC) nel Mar Nero mentre erano in attesa di caricare petrolio kazako. Le navi, secondo quanto riferito, si erano temporaneamente allontanate dal terminale prima di ricevere il carico.

L’attacco, attribuito a droni ucraini, ha provocato danni alle attrezzature di carico, senza tuttavia compromettere il galleggiamento delle imbarcazioni. Entrambe le petroliere risultano operative dal punto di vista della navigazione e non si registrano feriti tra i membri degli equipaggi.

Le navi erano state noleggiate dai consorzi Tengizchevroil (TCO) e Karachaganak Petroleum Operating (KPO), impegnati nell’esportazione di greggio dal Kazakistan attraverso le infrastrutture del CPC, uno dei principali corridoi energetici della regione.

In una nota ufficiale, la compagnia energetica nazionale KazMunayGas ha confermato l’accaduto, fornendo i primi dettagli sull’incidente: «Il 13 gennaio la nave è stata attaccata da un drone. A seguito dell’attacco si è verificata un’esplosione senza successivo incendio. Non ci sono stati feriti tra l’equipaggio. Secondo una valutazione preliminare, la nave rimane navigabile e non sono stati rilevati segni di gravi danni strutturali al momento dell’ispezione iniziale. La valutazione dei danni è in corso».

L’episodio si inserisce in un contesto di crescente tensione nel Mar Nero, area strategica per il trasporto energetico internazionale, e riaccende le preoccupazioni sulla sicurezza delle infrastrutture e delle rotte di esportazione del petrolio, già messe sotto pressione dal conflitto in corso tra Russia e Ucraina.