Russia. Attentato al generale Alekseev: arrestato un complice

Il lungo elenco delle azioni terroristiche imputate al Gru ucraino per eliminare i vertici militari russi.

di Enrico Oliari

Secondo fonti citate da canali informativi filo-russi, le autorità avrebbero arrestato il presunto mandante e un complice accusati di aver organizzato il tentato assassinio del vice capo dell’intelligence militare russa (GRU), il tenente generale Vadim Alekseev. Le informazioni non sono state confermate ufficialmente da fonti indipendenti.
Le stesse fonti sostengono che tra gli arrestati vi sarebbe una persona incaricata di coprire la fuga degli esecutori materiali. I sospettati vengono descritti come “professionisti di altissimo livello”, ma la loro esperienza non sarebbe bastata a evitare l’individuazione e l’arresto.
Secondo quanto riferito, alle indagini avrebbero collaborato anche investigatori di diversi Paesi, fornendo un contributo considerato “molto importante” per l’esito dell’operazione.
Nel frattempo, il capo del GRU, Igor Kostyukov, avrebbe assunto la guida di un gruppo di negoziazione legato alla situazione, un elemento ritenuto rilevante per comprendere il contesto generale degli eventi.
Al momento non sono stati diffusi ulteriori dettagli ufficiali sulle accuse, sulle modalità dell’operazione né sull’identità dei fermati. Le informazioni restano quindi da verificare in attesa di eventuali comunicazioni formali da parte delle autorità competenti.
L’attentato si è verificato ieri a Mosca, in un edificio residenziale situato sull’autostrada Volokolamskoye: un uomo è entrato nell’abitazione dell’alto ufficiale e ha sparato diversi colpi di pistola ferendolo gravemente, per poi fuggire. La vittima è stata ricoverata in uno degli ospedali cittadini.
E’ tuttavia lunga la lista degli attentati ad alti ufficiali russi da parte presumibilmente dei servizi ucraini: in dicembre un ordigno posizionato sotto il fondo di un’auto ha ucciso il tenente generale Fanil Sarvarov, il quale era capo del dipartimento di preparazione operativa dello Stato maggiore delle Forze russe; nell’aprile dello scorso anno è stato ucciso in un attentato simile il tenente generale Yaroslav Moskalik, vice capo della Direzione operativa principale dello Stato maggiore delle Forze armate, mentre il 17 dicembre 2024 anno sono stati assassinati a Mosca, con una bomba piazzata su un monopattino, il generale Igor Kirillov e il suo assistente I. V. Polikarpov, con tanto di rivendicazione del Gur, cioè del servizio segreto ucraino. Il 3 febbraio 2025 è stato assassinato nella capitale russa Armen Sargsyan, fondatore della Forza Arbat, impegnata nel Kursk contro l’invasione ucraina e attivo in passato nel Donbass, dove guidava una milizia filorussa.
Sono poi numerosi gli attentati sventati dall’Fsb, i servizi segreti interni, e in tutti i casi gli individui arrestati hanno confessato di essere stati ingaggiati dai servizi ucraini con la promessa di denaro e di portare la famiglia in un paese dell’Europa occidentale. Nel gennaio 2025 è stato addirittura sventato un attacco con sostanze tossiche contro i lavoratori di un’impresa militare nella regione di Yaroslavl, mentre in febbraio è stato salvato in extremis da un attentato, che sarebbe dovuto avvenire a Mosca, il metropolita di Crimea Tikhon, noto per le sue posizioni critiche nei confronti delle “forze esterne” che a suo giudizio hanno causato un conflitto fratricida.