di Enrico Oliari

Un’esplosione avvenuta nei pressi di Piazza Savelsky, vicino alla stazione Savelyevsky di Mosca, ha provocato la morte di un agente della polizia stradale e il ferimento di altri due. Secondo quanto riferito dal Comitato Investigativo Russo, l’incidente sarebbe stato causato da un attentato suicida compiuto da un uomo la cui identità non è ancora stata accertata.

La vittima è il tenente di polizia Denis B., rimasto ucciso nell’esplosione mentre si trovava nelle vicinanze di un’auto della polizia stradale. Gli altri due agenti coinvolti hanno riportato ferite e sono stati trasportati in ospedale per ricevere cure mediche.

Gli investigatori hanno avviato un’indagine per ricostruire la dinamica dell’attacco. Sono state disposte diverse perizie tecniche, tra cui analisi genetiche per identificare l’attentatore. Le autorità stanno inoltre lavorando per individuare eventuali complici o persone coinvolte nella preparazione dell’attentato.

Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo avrebbe portato con sé un ordigno esplosivo che è poi detonato nei pressi della pattuglia di polizia. Gli inquirenti stanno verificando se l’esplosione sia stata attivata direttamente dall’attentatore o se sia stata innescata a distanza.

Sull’accaduto è intervenuto anche il presidente russo Vladimir Putin, che ha parlato di un possibile reclutamento tramite internet. “È già chiaro che, a quanto pare, un reclutamento online, oggi molto diffuso, potrebbe aver indotto una persona a portare con sé un ordigno esplosivo. Successivamente l’esplosivo sarebbe stato fatto detonare a distanza, uccidendo l’attentatore e colpendo il presunto obiettivo dell’attacco, in questo caso i dipendenti del Ministero degli Interni”, ha dichiarato.

Le indagini proseguono per chiarire le responsabilità e stabilire eventuali legami con organizzazioni estremiste o reti di reclutamento online. Le autorità hanno rafforzato le misure di sicurezza nell’area della stazione Savelyevsky e in altre zone sensibili della capitale russa.