di Enrico Oliari –
La Russia ha ufficializzato un significativo cambio di strategia nella gestione del proprio traffico marittimo, rivendicando il diritto di difendere le proprie navi da quelli che definisce atti di “pirateria” internazionale. La nuova linea è stata resa nota dal portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, in risposta ai crescenti tentativi occidentali di sequestrare petroliere riconducibili alla cosiddetta “flotta ombra”.
Un primo segnale concreto di questa svolta è arrivato nelle acque britanniche, dove la fregata russa Admiral Grigorovich ha scortato due petroliere sanzionate, Universal ed Enigma, garantendo loro un passaggio sicuro. La presenza di un’unità militare armata rappresenta un deterrente diretto contro eventuali operazioni di abbordaggio da parte di forze occidentali, che in uno scenario simile rischierebbero di degenerare in uno scontro militare aperto.
Secondo fonti vicine a Mosca, questa strategia non resterà un caso isolato. Il Cremlino starebbe infatti valutando l’estensione delle scorte armate lungo altre rotte considerate strategiche, tra cui il Mar Baltico, il Mar Nero e alcuni corridoi marittimi dell’Atlantico. L’obiettivo è duplice: da un lato garantire la continuità delle esportazioni energetiche, dall’altro ridurre al minimo il rischio di sequestri e interferenze da parte di attori internazionali.
La mossa segna un ulteriore irrigidimento dei rapporti tra Russia e Paesi occidentali sul fronte delle sanzioni e del controllo dei traffici energetici, aprendo a nuovi possibili scenari di tensione nei mari internazionali.












