di Angelo Gambella –
Si continua ad osservare in queste ore il massimo sforzo russo all’interno dei confini della regione di Kursk, con i militari russi che hanno aumentato la pressione sull’esercito ucraino. È chiaro che i russi vogliono arrivare al tavolo delle trattive avendo scacciato completamente le forze ucraine da Sudzha.
Attualmente i report di parte russa riferiscono che l’assalto avviene da più direzioni ed è portato dai paracadutisti, dal battaglione ceceno Ahmat e dalle unità del 30mo Reggimento, della 34ma Brigata con il 9° e il 22mo Reggimento.
Mosca afferma ufficialmente nel suo bollettino del mattino che le unità del gruppo di forze “Nord” hanno liberato gli insediamenti di Viktorovka, Nikolaevka e Staraya Sorochina durante le operazioni offensive nel Kursk. Un solo militare ucraino si è arreso.
Unità di ricognizione russe sarebbero già entrate a Sudzha, mentre l’attacco viene portato da più direzioni. Restano fa confermare i rumors secondo cui alcuni militari, “centinaia” secondo alcune fonti, siano entrati a Sudzha attraverso il gasdotto, che ha un diametro di 1.40 metri.
Le notizie diffuse dai canali di informazione pro russi riferiscono che interi gruppi di soldati ucraini sono già circondati e stanno trattando la resa o la fuga consegnando le armi. Da parte ucraina viene riferito che le migliori unità del Donbass sono state inviate in direzione di Sudhza per rompere il semi assedio e contrattaccare negando che le forze siano state circondate.
L’offensiva ucraina nella regione russa di Kursk ha preso il via il 6 agosto dello scorso anno, e aveva gli obiettivi di alleggerire la pressione nel Donbass attraverso il richiamo dei militari russi, di prendere il controllo della locale centrale nucleare e di porre l’Ucraina in una situazione di peso nel quadro di eventuali trattative per la cessazione delle ostilità. Nessuno di questi obiettivi è stato al momento raggiunto, con i comandi di Kiev che tengono impegnate importanti élite altrimenti impiegabili in punti a rischio del fronte.












