di Carmine Stabile –
Ad un anno dallo scoppio del conflitto russo-ucraino, questa volta a tremare è la Russia. Per la prima volta la Federazione Russa assiste ad un presagio di guerra interna. La minaccia si chiama Yevgeny Viktorovich Prigozhin, meglio noto nei luoghi di potere come “chef di Putin”. Prigozhin è un mercenario che sin da ragazzo navigò sul filo della criminalità, infatti fu condannato per la prima volta all’età di tredici anni per furto. Il suo soprannome “chef” deriva dal fatto che Prigozhin s’incarnò come abile investitore nel settore della ristorazione. L’apice della sua carriera nella ristorazione arrivò con l’apertura di una società di catering al servizio dei militari. Sempre in ambito militare creò nel 2014 la “Brigata Wagner”, una milizia militare finanziata dal Cremlino che opera con l’ausilio di 25mila uomini nelle zone più calde del mondo tra cui Medio Oriente, Libia, Siria, Mali. La stessa Wagner non è sconosciuta all’Ucraina, infatti le sue azioni criminose risalgono al 2014, quando Putin spinse la milizia in Donbass a sostegno delle forze separatiste di Donetsk e Lugansk. Inoltre fu la stessa milizia incaricata dal Cremlino nei primi giorni dell’invasione di assassinare il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy.
Oltre a Mosca, nelle ultime ore l’attenzione si è spostata su Minsk. Le minacce arrivano dal reggimento Kastuś Kalinoŭski, dritte ai palazzi governativi del presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko.
Il reggimento Kastuś Kalinoŭski prende il nome da Wincenty Konstanty Kalinowski, giornalista e rivoluzionario bielorusso che nel 1863 guidò l’insurrezione di gennaio. Attualmente il reggimento è un’unità militare composta da volontari bielorussi facenti parte delle Forze armate ucraine, formatasi in seguito all’invasione russa dell’Ucraina del 2022. A differenza del reggimento Pahonia, il Kastuś Kalinoŭski non è incorporato nella legione internazionale di difesa territoriale dell’Ucraina. L’architettura del reggimento di fanteria è la seguente: 3 battaglioni (Litvin, Volat, Teror), 1 unità UAV, 4 compagnie e 2 plotoni. Il reggimento si sarebbe adoperato particolarmente per la difesa di Kiev e di Irpin. Lo scopo fondante di questo movimento di volontari, è quello di conferire alla Bielorussia una nuova identità nazionale, che oscuri i tratti dittatoriali della stringente repubblica presidenziale.
Nel videomessaggio Telegram diffuso dal reggimento, l’obiettivo militare sembra chiaro: “bisogna prepararsi alla fine della grande tirannia di Lukashenko”. Il reggimento fa sapere che sono sempre più vicini i presupposti per la fine della dittatura. Inoltre, si parla in maniera diretta ai militari bielorussi, convincendoli a non lasciarsi adoperare nel conflitto con la Russia, dal momento in cui questa guerra civile esce fuori dai loro schemi nazionali.
Nel novembre del 2022 il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione riguardante la repressione del regime in Bielorussia, appoggiando di conseguenza il sostegno ai volontari dei reggimenti Kalinoŭski e Pahonia che combattono in sostegno dell’Ucraina.
Il golpe fallito in Russia e le minacce alla Bielorussia potrebbero aprire un nuovo scenario all’interno del conflitto. Da Minsk all’estrema Russia orientale passando per Pyongyang e Pechino, le prove di forza delle “dittature” dell’emisfero boreale restano il potenziale pericolo degli stati democratici.




