
di Enrico Oliari –
A mettersi di traverso al 21mo pacchetto di sanzioni europee a Mosca è questa volta la Grecia, la quale verrebbe ad essere pesantemente danneggiata dalla decisione di non importare o trasportare Gnl (Gas naturale liquefatto) prodotto o commercializzato in Russia.
Alla base del veto, che ha fatto slittare la riunione al 23 luglio, vi è il fatto che la Grecia è uno dei primi trasportatori di Gnl al mondo, insieme a Stati Uniti, Giappone e Cina, e come è stato fatto notare dai funzionari greci a Bruxelles, “si finirebbe per cedere il comparto economico ad altri competitori, senza che la Russia ne tragga alcun nocumento”.
Il gas russo continua a essere prodotto a circolare nel mondo, prova evidente che le sanzioni imposte da Bruxelles sono un boomerang che colpisce esclusivamente i cittadini europei. Lo stop al gas russo è previsto nell’Ue per il 2027, ma nel frattempo sono addirittura aumentate le importazioni di energia dalla Russia, basti pensare che nel primo semestre del 2026 l’Unione Europea ha importato dall’impianto russo di Yamal quasi 10 milioni di tonnellate di gas naturale liquefatto, il livello più elevato mai registrato.











