di Giuseppe Gagliano –

La Russia ha ampliato le sue esercitazioni nucleari tattiche coinvolgendo le truppe del distretto militare di Leningrado, regione al confine con diversi paesi membri della NATO, tra cui Norvegia, Finlandia, Polonia, Estonia, Lettonia e Lituania. Queste esercitazioni includono l’uso di sistemi missilistici Iskander-M, in grado di trasportare testate nucleari, e coinvolgono anche la marina con missili da crociera dotati di testate finte. Il presidente Vladimir Putin ha ordinato queste esercitazioni in risposta a segnali che l’Ucraina potrebbe colpire la Russia con armi occidentali. Sebbene Putin abbia dichiarato che la Russia non ha bisogno di usare armi nucleari per vincere in Ucraina, non ha escluso modifiche alla dottrina nucleare russa.

L’ampliamento delle esercitazioni nucleari tattiche russe rappresenta un segnale di escalation nella postura militare della Russia, aumentando la pressione sui confini orientali della NATO e rafforzando la deterrenza nucleare. Coinvolgendo il distretto militare di Leningrado e la marina, la Russia mostra la sua capacità di mobilitare forze su un’ampia area geografica, che copre gran parte del confine europeo russo. La mossa potrebbe essere vista come una risposta alle crescenti tensioni con l’occidente e un tentativo di rafforzare la posizione russa in un contesto di intensificazione del conflitto con l’Ucraina. La dichiarazione di Putin sulla possibile revisione della dottrina nucleare potrebbe ulteriormente alimentare le preoccupazioni internazionali riguardo alla stabilità della regione.