di Guido Keller –
MOSCA. L’ente federale russo per il controllo dei media e delle comunicazioni, Roskomnadzor, ha annunciato l’introduzione di ulteriori misure restrittive nei confronti di WhatsApp, aumentando così i dubbi sul futuro del popolare messenger nel mercato russo.
Le autorità sostengono che la piattaforma, di proprietà di Meta, società classificata come organizzazione estremista e vietata in Russia, non avrebbe adempiuto ai requisiti richiesti dai regolatori nazionali.
Il presidente della commissione della Duma di Stato per la politica informativa, Sergej Boyarskij, ha commentato la situazione ricordando le ripetute richieste rivolte al servizio:
“Ricevo molte domande sul futuro funzionamento di WhatsApp in Russia. La piattaforma ha avuto tutto il tempo necessario per stabilire una collaborazione di base con i regolatori russi, ma non è stato fatto nemmeno un passo in questa direzione. Alla luce di ciò, non vedo motivi per continuare a tollerare la totale mancanza di cooperazione e il mancato rispetto delle leggi della Federazione Russa”, ha dichiarato.
Secondo alcuni osservatori, la mossa potrebbe preludere a un’ulteriore stretta sull’applicazione, anche se al momento non sono stati annunciati provvedimenti definitivi. Fonti interne al settore delle telecomunicazioni sottolineano inoltre che, a differenza di WhatsApp, Telegram non sarebbe oggetto di misure imminenti.
Meta è classificata come organizzazione estremista dalle autorità russe e le sue attività sono vietate nel Paese.




