di Lorenzo Riva –
Il 29 settembre Vladimir Putin, presidente della Federazione Russa, ha ordinato l’arruolamento di 135mila cittadini tra i 18 e i 30 anni dal 1° ottobre al 31 dicembre. In effetti, il Cremlino richiama i giovani per la coscrizione militare obbligatoria ogni primavera e autunno; tuttavia, quella del 2025 rappresenta la più grande campagna di reclutamento dal 2016, alla quale vanno aggiunti 160mila russi arruolati nella primavera precedente. Negli ultimi tre anni infatti la Russia ha incrementato spese militari e dimensioni dell’esercito, raggiungendo livelli mai visti dall’epoca sovietica.
Chiaramente l’aumento dei coscritti va letto alla luce delle politiche militariste di Mosca, intenzionata a raggiungere 1,5 milioni di soldati attivi entro il 2026. Se tale progetto avrà esito positivo, quello russo diventerà l’esercito più numeroso al mondo dopo le forze armate cinesi.
Eppure Vladimir Tsimlyansky, vice capo della Direzione Generale per l’Organizzazione e la Mobilitazione dello Stato Maggiore delle Forze Armate Russe, sostiene che l’arruolamento autunnale non sia collegato in alcun modo con le vicende ucraine: stando alle dichiarazioni rilasciate, i coscritti presteranno servizio per un anno all’interno della Russia, lontano dalla zona di guerra. In realtà molti uomini di leva subiscono pressioni dai superiori, finendo per firmare contratti che li conducono al fronte.
Comunque, le politiche moscovite stridono con la situazione demografica del Paese, che negli ultimi anni non ha fatto che aggravarsi. Infatti il tasso di natalità è calato a 1,41 figli per donna, una cifra al di sotto tasso di sostituzione. Inoltre, tra il 2022 e il 2024 almeno 160mila russi sono caduti in battaglia, mentre la mobilitazione parziale ha comportato la fuga di almeno 600mila connazionali all’estero. Attualmente, in Russia vivono quasi 144 milioni di persone, che però potrebbero diminuire a 138,8 milioni entro il 2046. Dinnanzi al grave declino demografico, il governo russo ha scelto di celare i dati: invero, il Servizio statistico federale (Rosstat) non pubblica più le informazioni circa nascite e morti, diventate segreto di Stato.
Insomma, il Cremlino vuole espandere le forze armate aumentando il numero delle reclute, ma tale politica si scontra inevitabilmente con la continua contrazione del bacino da cui attingere.












