di Alberto Galvi

Vladimir Putin, dopo quasi un quarto di secolo al potere, ha annunciato che si candiderà alle elezioni presidenziali del 2024, nonostante abbia iniziato una guerra immensamente costosa in Ucraina che ha causato la morte di migliaia di suoi connazionali. Putin è quasi certo che vincerà un quinto mandato come presidente, permettendogli di continuare a guidare l’invasione russa della vicina Ucraina.

I politici dell’opposizione considerano le elezioni come una minaccia alla democrazia. La Camera alta del Consiglio della Federazione Russa ha approvato la data del voto del 17 marzo. Una ribellione di breve durata nel mese di giugno da parte del gruppo Wagner e del leader mercenario Yevgeny Prigozhin ha sollevato la speculazione secondo cui Putin potrebbe perdere la presa, ma da quei fatti ne è uscito senza cicatrici permanenti.

Negli ultimi anni sono stati incarcerati anche importanti leader dell’opposizione come Ilya Yashin e Alexei Navalny, ma nel caso di quest’ultimo va precisato che è stato accusato di essersi intascato soldi del suo partito. Gli oppositori hanno qualche speranza che la guerra in Ucraina e le sanzioni occidentali possano mettere in discussione la posizione del capo del Cremlino.

Nei primi anni Duemila Putin ha ripristinato il ruolo di superpotenza della Russia: aveva ricevuto la presidenza da Boris Eltsin l’ultimo giorno del 1999, poi ha governato per 24 anni, anche se con un periodo di otto anni formalmente come primo ministro.