Russia. Sortita degli ucraini che entrano in territorio russo

di Enrico Oliari

In circa 300 militari ucraini, trasportati da numerosi veicoli corazzati Stryker, forniti dagli Stati Uniti, e coadiuvati da 11 carri armati, sono riuscit a penetrare nel territorio russo nell’oblast di Kursk, a 152 km a nord di Belgorod, per la precisione nei pressi del confine a Sudjansky. Hanno quindi cercato di creare una testa di ponte attaccando i villaggi di Nikolaevo-Daryino e di Oleshnya.
Nella battaglia per avanzare gli ucraini hanno provocato con i bombardamenti almeno 5 morti e 28 feriti fra i civili, e costretto migliaia di persone alla fuga.
E’ difficile dare un’interpretazione al colpo di mano se non come un atto dimostrativo rivolto al morale dell’esercito ucraino, costretto alla difesa e duramente provato dall’avanzata russa, anche perché nell’area non vi sono obiettivi strategici, se non una centrale nucleare, e comunque le forze russe sono subito intervenute in modo massiccio.
Secondo altre ipotesi proposte da analisti, l’operazione avrebbe avuto lo scopo di occupare un’area significativa del territorio di confine per creare condizioni più favorevoli per i negoziati sulla sospensione della guerra, ma tale ricostruzione appare poco credibile in quanto la consistenza delle forze russe e il caso mediatico comporterebbero comunque l’annichilamento dell’offensiva, che nel frattempo ha visto l’integrazione di nuove forze fino a un migliaio di uomini da parte ucraina.
A distanza di 24 ore il ministero della Difesa russo ha reso noto che “Nella notte le forze armate russe hanno continuato a distruggere formazioni armate delle forze ucraine nelle aree direttamente adiacenti al confine russo-ucraino. E’ entrata in funzione anche l’aviazione, che con artiglieria e sistemi missilistici hanno impedito al nemico di avanzare in profondità nel territorio della Federazione Russa”.
Da quanto si è poi appreso le forze russe avrebbero comunque il controllo della situazione, e già vi sarebbero 260 morti fra le fila ucraine, 50 veicoli corazzati distrutti tra cui 7 carri armati.
Da una nota del ministero russo delle Finanze si è appreso lo stanziamento di 1,8 miliardi di rubli per il soccorso agli sfollati.