di Enrico Oliari

Le forze ucraine, penetrate ieri attraverso il confine nell’oblast di Kursk, in Russia, sono riuscite grazie all’arrivo di truppe e di mezzi a prendere il controllo di una fascia di 26 km di profondità per 15 km di larghezza. Al momento i combattimenti sono concentrati nei pressi della città di Sudzha (5.500 abitanti), che gli ucraini controllano totalmente, e già sarebbero stati raggiunti dai reparti del genio per fortificare le posizioni. I militari ucraini starebbero cercando di interrompere l’autostrada per Lgov all’altezza di Anastasyevka, e carri armati sarebbero stati avvistati nel villaggio di Ivnitsa.

Lo scontro è cruento, con molte vittime da entrambe le parti. Secondo fonti della Difesa russa, gli ucraini morti o feriti sarebbero almeno 400, con decine di veicoli corazzati distrutti. Ferito e ricoverato all’ospedale di Kursk il corrispondente di guerra russo Evgeniy Poddubny. I sistemi difensivi russi hanno intercettato diversi missili e droni.

Il presidente russo Vladimir Putin ha parlato di “provocazione su larga scala”, indicando numerosi morti e feriti tra la popolazione. Immediatamente dopo l’attacco ha incontrato il ministro della Difesa Andrey Belousov, il segretario del Consiglio di sicurezza Sergei Shoigu, il direttore del Servizio di sicurezza federale (FSB) Alexander Bortnikov e il capo di stato maggiore generale dell’esercito, il generale Valery Gerasimov. Per il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo “non dovrebbero esserci restrizioni all’Operazione speciale in Ucraina, dopo la sortita a Kursk”.

Altre informazioni danno l’arrivo in Russia da diverse aree dei mercenari della Wagner, diretti sul campo di battaglia. Già giunti quelli provenienti dalla Bielorussia.

Gli Usa hanno confermato di non essere stati informati preventivamente dell’operazione da Kiev, i cui scopi sono certamente quello di alleggerire la pressione lungo il fronte del Donbass e nel contempo di risollevare lo spirito dell’esercito ucraino fiaccato da mesi di sconfitte e da una controffensiva fallita.

Per quanto i militari ucraini che hanno fatto la sortita, tra cui la 52ma brigata meccanizzata, siano preparati, difficilmente i russi permetteranno loro di procedere ulteriormente. Potrebbero infatti chiudere il piccolo contingente (un migliaio di uomini) in una sacca e contemporaneamente colpirli sui fianchi. L’offensiva richiede infatti molte energie di cui l’Ucraina non dispone. Da entrambe le parti sono stati fatti prigionieri.