di Alberto Galvi –
E’ una sentenza storica il documento Fiducia Supplicans dell’Ufficio dottrinale della Santa Sede, che consente ai preti cattolici romani di amministrare benedizioni a coppie dello stesso sesso, purché il gesto non faccia parte di rituali o liturgie regolari della Chiesa, né le benedizioni siano impartite in contesti correlati a unioni civili o matrimoni. Tali benedizioni non legittimerebbero situazioni irregolari, ma sarebbero il segno che Dio dà il benvenuto a tutti.
Il documento elabora una lettera inviata da Papa Francesco a due cardinali conservatori, pubblicata in ottobre, ma specifica che il matrimonio è un sacramento che dura tutta la vita tra un uomo e una donna. Le benedizioni non dovrebbero essere conferite contemporaneamente a un’unione civile, utilizzare riti prestabiliti o addirittura con abiti e gesti propri di un matrimonio.
Il Vaticano ritiene che il matrimonio sia un’unione indissolubile tra uomo e donna. Di conseguenza si oppone da tempo al matrimonio tra persone dello stesso sesso. La Congregazione per la Dottrina della Fede ha affermato apertamente nel 2021 che la Chiesa non può benedire le unioni di due uomini o due donne, ma in questo caso si tratta di benedire due persone che formano una coppia. Papa Francesco ha recentemente criticato le leggi che criminalizzano l’omosessualità, ma il Vaticano ha rifiutato nel 2008 di sottoscrivere una dichiarazione delle Nazioni Unite che chiedeva la depenalizzazione dell’omosessualità.




