di Alberto Galvi –
Il candidato alla presidenza del Senegal Ousmane Sonko. del partito PASTEF (Patrioti africani del Senegal per il lavoro, l’etica e la fratellanza). è stato arrestato nel tardo pomeriggio dello scorso 28 luglio, festa nazionale del paese. L’avvocato francese Juan Branco, che rappresenta Sonko, ha affermato sui social che il politico è stato rinchiuso nel seminterrato di un tribunale. I membri del suo partito, così come un alto funzionario della sicurezza, hanno confermato l’arresto, ma non se ne conoscono ancora i motivi precisi.
Sonko deve affrontare una serie di problemi legali, per i sostenitori un complotto per tenerlo fuori dalla politica.
Aveva chiesto a lungo al presidente Macky Sall di ritirarsi pubblicamente dalle elezioni del 2024, accusando il governo di di aver intentato causa contro di lui nel tentativo di metterlo da parte, ma Sall aveva dichiarato che non avrebbe cercato un terzo mandato alle elezioni presidenziali.
Il principale leader dell’opposizione senegalese è già stato condannato a giugno in contumacia a due anni di carcere per presunto abuso sessuale di una lavoratrice di un salone di bellezza, una condanna che lo rende non idoneo a candidarsi alle elezioni del prossimo anno. Il politico ha negato le accuse. Il caso ha scatenato disordini culminati in scontri mortali.
Negli ultimi tempi Sonko aveva avuto il permesso di uscire di casa, e mentre stava rientrando dalla Preghiera del venerdì, era stato intimidito dalla polizia locale, che stava cercando di filmarlo in un reportage della capitale Dakar. Aveva quindi chiesto che le immagini venissero cancellate, richiesta che era stata respinta.
Sonko è salito alla ribalta alle elezioni presidenziali del 2019, arrivando terzo dopo una campagna che ha preso di mira Sall e l’élite al potere.




