di Giuseppe De Santis –
L’eccessiva pesca effettuata nell’oceano Atlantico da aziende straniere sta creando enormi problemi al Senegal, con i pescatori locali che non riescono a guadagnare abbastanza e quindi si ritrovano in povertà. Per capire la gravità della situazione basti pensare che il settore ittico occupa circa 600 mila lavoratori diretti e indiretti, senza contare il fatto che i senegalesi consumano abitualmente molto pesce, per cui la carenza di prodotti ittici causa problemi di tipo alimentare.
Il governo sta cercando di risolvere il problema promuovendo l’acquacoltura al fine di aumentare l’offerta di pesce e creare nuovi posti di lavoro.
Fino ad ora l’allevamento di pesci non ha portato grossi risultati in quanto i costi di importazione del mangime sono elevati e i consumatori sono riluttanti a mangiare pesce proveniente da allevamenti, tuttavia il governo sta sostenendo campagne per incentivare il consumo di pesce allevato.
Il governo si è posto come obiettivo di produrre 65mila tonnellate di pesce per il 2032 e di creare 50 mila posti di lavoro.




