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L’Isis, quasi completamente sconfitto in Siria come in Iraq, ha colpito oggi con un sanguinoso attentato nel sud della Siria, nel villaggio di Sweida. Da quanto si è appreso quattro kamikaze si sono fatti esplodere in un luogo affollato uccidendo almeno 156 persone: come ha riferito l’Osservatorio siriano per i diritti umani, organizzazione vicina alle opposizioni e con sede a Londra, ma che in più occasioni ha dato prova di avere il polso della situazione, i civili uccisi sarebbero 62, mentre le altre vittime sarebbero militari regolari.

Erano mesi che l’Isis non colpiva in Siria, ma l’esercito siriano ha compiuto ieri bombardamenti sulle sacche controllate dai jihadisti per permettere l’offensiva dei militari e quindi prenderne il controllo. Contestualmente le Sdf, sigla che raccoglie le milizie curde dell’Ypg ma anche miliziani cristiani, sciiti e sunniti filo-regime, hanno iniziato le operazioni per la conquista di Rawdah, nel nord est del paese al confine con l’l’Iraq. Oltre che in alcune zone desertiche situate nella parte orientale del paese, l’Isis è presente a Tasil, nel sud della Siria, ai piedi delle Alture del Golan e al confine con la Giordania.