di Giuseppe Gagliano –

Il porto di Berbera, nel Somaliland, si prepara ad assumere un ruolo sempre più centrale negli equilibri strategici del Mar Rosso. Secondo indiscrezioni attribuite a Le Monde, gli Emirati Arabi Uniti starebbero ampliando la base militare già presente nell’area con nuove infrastrutture logistiche, depositi sotterranei per carburante e munizioni e strutture destinate a sostenere anche eventuali operazioni di Stati Uniti e Israele.

La posizione di Berbera è strategica. Affacciata sul Golfo di Aden e vicina allo stretto di Bab al Mandab, controlla uno dei principali corridoi marittimi tra Oceano Indiano, Mar Rosso, Canale di Suez e Mediterraneo, attraverso il quale transitano una parte significativa del commercio mondiale e delle forniture energetiche.

Per il Somaliland, autoproclamatosi indipendente dalla Somalia nel 1991 ma ancora privo di un ampio riconoscimento internazionale, la concessione di basi e infrastrutture rappresenta uno strumento per attrarre investimenti, rafforzare la sicurezza e ottenere legittimazione diplomatica. Gli Emirati utilizzano Berbera dal 2017 come piattaforma logistica per le operazioni nello Yemen, mentre la crescente cooperazione con Israele e gli Stati Uniti potrebbe ampliarne ulteriormente il valore strategico.

Per Israele la base offrirebbe un importante punto d’appoggio di fronte allo Yemen, facilitando attività di sorveglianza, raccolta d’intelligence e monitoraggio dei traffici diretti agli Houthi e delle attività iraniane nel Mar Rosso. Le nuove infrastrutture sotterranee sarebbero inoltre destinate a proteggere mezzi, carburante e munizioni da eventuali attacchi missilistici o con droni.

L’iniziativa si inserisce nella più ampia strategia marittima degli Emirati Arabi Uniti, impegnati da anni a costruire una rete di porti e infrastrutture logistiche tra il Golfo Persico, il Mar Rosso e l’Africa orientale. Berbera potrebbe diventare anche un’alternativa ai porti di Gibuti per l’Etiopia, riducendo la dipendenza di Addis Abeba da un unico sbocco sul mare.

L’espansione della base alimenta tuttavia le tensioni regionali. La Somalia continua a considerare il Somaliland parte integrante del proprio territorio, mentre Egitto e altri Paesi arabi osservano con preoccupazione il rafforzamento della presenza emiratina e israeliana nel Corno d’Africa. La competizione si intreccia inoltre con il confronto tra Etiopia e Somalia e con il conflitto tra Israele e Iran.

La trasformazione di Berbera avrà anche importanti ricadute economiche, attirando investimenti e infrastrutture ma aumentando al tempo stesso l’esposizione del Somaliland ai rischi derivanti dalla crescente militarizzazione dell’area. Una base utilizzata da Israele o dagli Stati Uniti potrebbe infatti diventare un obiettivo per gli Houthi o per altri attori ostili.

Berbera si conferma così uno dei principali punti di snodo della competizione geopolitica nel Mar Rosso, dove interessi commerciali, sicurezza marittima e rivalità tra potenze regionali e globali risultano sempre più strettamente intrecciati.