di Alberto Galvi –
La deputata Francina Armengol, del partito PSOE (Partido Socialista Obrero Español), è stata nominata presidente del Congresso spagnolo, la terza carica più alta del paese dopo il re e il primo ministro, con una maggioranza assoluta di 178 voti nella Camera di 350 seggi. La sua elezione è stata assicurata a seguito di un accordo dell’ultimo minuto con il partito separatista catalano JxCat.
Cuca Gamarra, del PP (Partido Popular), ha ottenuto 139 voti, dopo che i potenziali alleati dei conservatori nel partito di estrema destra Vox hanno rifiutato di sostenerla. Oltre ad attirare il sostegno dei partner della coalizione del PSOE nell’alleanza di estrema sinistra Sumar, Armengol ha ottenuto il sostegno di piccoli partiti nazionalisti baschi e catalani, compresi i due principali partiti indipendentisti catalani, la ERC (Esquerra Republicana de Catalunya) e il l partito Junts di centrodestra.
JxCat ha adesso una posizione influente, con i voti espressi dai suoi sette legislatori che si sono rivelati decisivi per garantire l’elezione di Armengol. In occasione delle elezioni di luglio, né la sinistra né la destra hanno ottenuto abbastanza seggi per costituire una maggioranza operativa di 176 mandati, con ciascuna parte in grado di accumulare solo il sostegno trasversale di 171 legislatori.
Dopo aver scelto la terza carica dello Stato, il primo compito del Parlamento sarà quello di scegliere un primo ministro, con un voto di investitura previsto per fine mese o inizio settembre. In cambio del loro sostegno, i socialisti e il loro alleato di sinistra radicale Sumar hanno accettato quattro richieste. L’accordo con JxCat prevede il riconoscimento del catalano come lingua ufficiale dell’Unione Europea e l’uso del catalano nel Parlamento spagnolo. In Spagna si parla spagnolo, castigliano, catalano, basco e galiziano. L’accordo inoltre comporta la creazione di due gruppi di inchiesta sugli attacchi terroristici di Barcellona del 2017 e l’uso del software Pegasus per spiare i separatisti catalani.
Il voto ha evidenziato i problemi che deve affrontare il PP, che ha vinto le elezioni ma con meno sostegno del previsto, il che significa che avrà bisogno dell’estrema destra Vox per formare un governo. Sebbene sia stato sconfitto di misura dal conservatore PP, il PSOE ha fatto molto meglio del previsto e ha un vantaggio sui suoi oppositori nel momento in cui bisogna stringere alleanze per creare un governo di coalizione.




