di Alberto Galvi

Nei giorni scorsi i legislatori spagnoli hanno votato per estendere lo stato di emergenza per l’ultima volta fino al 21 giugno. Questa è la sesta volta che la misura è stata rinnovata, il che significa che le restrizioni rimarranno in vigore, sebbene siano state allentate dall’inizio del blocco a metà marzo.

La Spagna è il quinto paese al mondo per i casi di contagio rilevati, dietro Stati Uniti, Brasile, Russia e Regno Unito. Il primo contagio sul suolo spagnolo è stato confermato il 31 gennaio scorso, ma sono incominciati ad aumentare in modo esponenziale dallo scorso marzo.

In totale nel mondo il numero dei contagiati da coronavirus supera i 6,8 milioni di persone, mentre il bilancio delle vittime supera le 360mila persone. Finora la Spagna ha registrato oltre 241mila contagiati e con più di 27mila deceduti a causa della pandemia.

La Spagna ha delineato un piano per la riduzione della quarantena iniziato il 4 maggio e che consiste in 4 fasi di almeno 15 giorni ciascuna. La quarantena spagnola è stata una delle più severe d’Europa e che ha visto i bambini sotto i 14 anni confinati nelle loro case per 6 settimane.

Per chiunque abbia almeno sei anni le mascherine di protezione sono obbligatorie sia all’interno che all’esterno di luoghi pubblici, se non è possibile mantenere la distanza sociale. Le scuole sono state parzialmente riaperte dal 26 maggio. Ciò consentirà lezioni di revisione ed esami di Stato, ma non è prevista una loro riapertura completa fino a settembre.

Dall’11 maggio i clienti in un bar sulla terrazza sono stati in grado di ordinare una birra, ma bar e ristoranti non riapriranno completamente fino al 10 giugno, aderendo a rigide linee guida di distanziamento sociale e solo al 50% della loro capacità.

Dallo scorso 26 maggio hanno iniziato ad aprire cinema, teatri e mostre, ma solo con una capacità del 30%. Sono ammessi concerti all’aperto fino a 400 persone, ma con le regole del distanziamento sociale.

Il 1 giugno il 70% degli spagnoli sono passati alla fase 2. Il prossimo 8 giugno a causa della diffusione asimmetrica del virus, il ministro della sanità spagnolo Salvador Illa ha annunciato che Barcellona e Madrid saranno in grado di passare alla fase 2, che consente di cenare al coperto, riaprire centri commerciali, aumentare la mobilità e riunioni fino a 15 persone.

Il prossimo 8 giugno inizierà l’ultima fase prima di raggiungere la nuova normalità. Il calcio spagnolo della Liga riprenderà l’11 giugno. Dal 1 luglio le persone che viaggiano dall’estero compresi i turisti, non dovranno più trascorrere 2 settimane in quarantena all’arrivo in Spagna.

Inoltre potranno accedere alla fase 3 altre regioni, compresa la maggior parte della costa settentrionale della Spagna, l’Andalusia e la Murcia, con ancora più mobilità, riunioni fino a 20 persone e allentano le restrizioni relative alla capacità massima negli spazi interni. La quarta ed ultima fase dovrebbe finire il prossimo 22 giugno.

Entro la fine di giugno o l’inizio di luglio, l’esecutivo spagnolo presume che gran parte del paese potrebbe trovarsi nell’ultima fase. Entro la fine di luglio il governo ritiene che la Spagna riaprirà i suoi confini al turismo internazionale.