di Giuseppe Gagliano

Anura Kumara Dissanayake è stato eletto presidente dello Sri Lanka, personalità che rappresenta un cambiamento significativo nel panorama politico del Paese, il quale sta uscendo dalla peggiore crisi economica della sua storia recente. La vittoria di Dissanayake segnala una rottura con la classe dirigente tradizionale, in quanto il nuovo presidente non proviene da un lignaggio politico consolidato come i suoi avversari. Questo risultato riflette un forte desiderio di cambiamento da parte degli elettori, che hanno punito l’amministrazione uscente di Ranil Wickremesinghe per le dure misure di austerità che, sebbene abbiano contribuito a stabilizzare l’economia, hanno alimentato il malcontento popolare.

La crisi economica del 2022, innescata da una grave carenza di valuta estera, ha causato il collasso delle importazioni di beni essenziali come carburante e medicinali, provocando un’ondata di proteste che ha portato alle dimissioni dell’allora presidente Gotabaya Rajapaksa. La presidenza di Dissanayake, caratterizzata da un programma che punta a combattere la corruzione e a ristrutturare il debito del Paese, solleva però preoccupazioni tra gli investitori internazionali, soprattutto per le sue proposte di tagli fiscali che potrebbero compromettere gli obiettivi del piano di salvataggio del Fondo Monetario Internazionale. Tuttavia, il presidente eletto ha cercato di rassicurare i mercati, promettendo che qualsiasi riforma sarà discussa in consultazione con il FMI e garantendo l’impegno al rimborso del debito.

La situazione economica dello Sri Lanka, nonostante i segnali di ripresa con l’inflazione scesa dal 70% allo 0.5%, rimane fragile, e la sfida principale di Dissanayake sarà bilanciare le richieste di crescita economica e giustizia sociale con la necessità di rispettare gli accordi con i creditori internazionali. La sua elezione evidenzia anche come la crisi del 2022 abbia lasciato cicatrici profonde nel tessuto sociale del Paese, con una parte significativa della popolazione che ancora vive in condizioni di povertà estrema.