Sri Lanka. Un team del Fmi ha incontrato la premier Wickremesinghe per aprire i negoziati

A seguito delle proteste diversi poteri passano dal presidente al Parlamento.

di Alberto Galvi –

Un gruppo di nove membri del Fmi (Fondo monetario internazionale) ha incontrato la premier del Sri Lanka Ranil Wickremesinghe per avviare i negoziati volti a salvare il paese dalla pesante crisi che lo ha visto rimanere praticamente senza valuta estera per importare cibo, carburante e medicinali. I colloqui sono iniziati lo scorso 20 giugno, quando le scuole e gli uffici governativi hanno chiuso per due settimane e sono passati al lavoro online per risparmiare le scorte di carburante in rapido esaurimento.
All’inizio di questo mese l’allora ministro delle Finanze Wickremesinghe ha avuto colloqui virtuali con il segretario del Fmi Kristalina Georgieva. Lo Sri Lanka ha deciso di chiedere l’assistenza del Fmi per combattere la peggiore crisi economica dalla sua indipendenza dal Regno Unito, avvenuta nel 1948.
I colloqui tra lo Sri Lanka e il Fmi sono iniziati lo scorso 18 aprile, dopo che lo stesso mese il Fondo monetario ha sospeso il rimborso del debito estero di quasi 7 miliardi di dollari in scadenza per quest’anno su circa 25 miliardi di dollari in scadenza fino al 2026. Il totale debito estero dello Sri Lanka è di 51 miliardi di dollari.
Il Fmi ha richiesto a maggio garanzie sufficienti da parte dello Sri Lanka, che ripristinerà la sostenibilità del debito durante il processo di ristrutturazione dello stesso. I colloqui con il Fmi sono fondamentali per il paese in quanto si trova ad affrontare una bancarotta virtuale, con la necessità immediata di almeno 5 miliardi di dollari per soddisfare le importazioni essenziali per il resto dell’anno. In precedenza il governo aveva sospeso il rimborso del debito estero.
La situazione economica è stata aggravata da una crisi politica che ha portato a mesi di proteste per chiedere le dimissioni del presidente Gotabaya Rajapaksa. Il tracollo è stato causato della cattiva gestione della famiglia Rajapaksa, che ha ricoperto molte posizioni cruciali nel governo. Inoltre la pandemia di COVID-19 ha messo in crisi il turismo, importante del paese asiatico.
Intanto il governo srilankese spera di accelerare un accordo preliminare con il Fmi per finalizzare un pacchetto di aiuti, e ciò dipenderà dal fatto che il paese adotti misure come aumentare i tassi di interesse e le tasse al fine di abbassare il deficit fiscale e rendere flessibile il tasso di cambio.
Nel frattempo il governo della premier del Sri Lanka Ranil Wickremesinghe ha approvato le riforme costituzionali che limiteranno i poteri del presidente. Il presidente Gotabaya aveva già accennato a cedere alle richieste di ridurre i suoi poteri per placare i manifestanti era stata una delle principali richieste nei mesi di proteste contro la crisi economica del paese.
La decisione di modificare la costituzione per troncare gli ampi poteri del presidente nella bozza del cosiddetto 21mo emendamento alla costituzione dello Sri Lanka restituisce alcuni poteri al Parlamento e ripristina l’indipendenza delle commissioni nel processo chiave decisionale.
L’allora premier Mahinda Rajapaksa nell’ottobre 2020 aveva presentato in Parlamento il 20esimo emendamento, che conferiva alla presidenza ampi poteri. Questi poteri hanno consentito al presidente di ricoprire ministeri, nonché di nominare e licenziare ministri e nominare diverse commissioni.
La questione dei poteri presidenziali attanaglia il paese fin dal 1978 quando lo Sri Lanka è stato governato da un potente sistema presidenziale esecutivo, con il potere del presidente porta all’esclusione del Parlamento e del primo ministro per spingere rapidamente il paese verso lo sviluppo a causa della convinzione che il sistema del primo ministro stesse ostacolando il progresso.
Successivamente nel 2015 un governo riformista ha tagliato gran parte dei poteri del presidente e li ha girati al Parlamento e alle commissioni indipendenti. I poteri del presidente esecutivo, sono stati revocati e poi reintrodotti due volte negli ultimi due decenni.