di Alberto Galvi –

Il parlamento della Republika Srpska, la parte serba della Bosnia Erzegovina, ha confermato con 48 deputati a favore e 4 contrari la nomina di Ana Trisic Babic, che rimarrà in carica fino alle elezioni presidenziali anticipate previste per il 23 novembre, a presidente ad interim. I deputati hanno inoltre annullato diverse leggi separatiste approvate sotto Dodik, che avevano messo in discussione l’autorità dell’inviato internazionale Christian Schmidt e della Corte costituzionale della Bosnia.

Le autorità elettorali della Bosnia hanno revocato a Dodik il suo mandato presidenziale ad agosto, in seguito a una sentenza della corte d’appello che lo ha condannato a un anno di prigione e gli ha impedito di ricoprire incarichi politici per sei anni. Il nazionalista filo-russo Dodik ha spinto per la separazione della Republika Srpska dalla Bosnia-Erzegovina e l’annessione alla Serbia, e si è rifiutato di lasciare l’incarico nonostante l’interdizione politica dello scorso febbraio. Gli Stati Uniti hanno rimosso quattro alleati di Dodik dalla lista delle sanzioni, una mossa che lui ha accolto con favore pubblicamente.

Dodik è attualmente sanzionato dagli Stati Uniti, dal Regno Unito e da diversi governi europei per azioni che compromettono l’accordo di pace di Dayton. Dodik gode del forte sostegno del presidente serbo Aleksandar Vucic e del primo ministro ungherese Viktor Orban. La Bosnia rimane nel quadro degliAccordi di Dayton, mediati dagli Stati Uniti. L’accordo ha dato via a due entità ampiamente autonome: la Repubblica Serba di Bosnia e la Federazione Croato-Bosniaca, con istituzioni nazionali condivise, tra cui la presidenza, l’esercito, la magistratura e il sistema fiscale.