di Luisa Santoro –
Il 12 settembre scorso si sono svolti presso ESRIN, il Centro ESA in Italia dedicato ai Programmi di Osservazione della Terra, gli Stati Generali su Difesa, Spazio e Cybersicurezza, evento organizzato dal Parlamento Europeo e dalla Commissione europea, in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), per promuovere il dialogo sul futuro dell’UE tra policy maker europei e nazionali nonchè leader del settore. Vi hanno preso parte rappresentanti di rilievo, tra cui, tra gli altri, Andrius Kubilius, Commissario europeo alla Difesa e allo Spazio; i ministri Adolfo Urso (Imprese e Made in Italy), Antonio Tajani (Affari Esteri e Cooperazione Internazionale) e Matteo Piantedosi (Interno); il generale B. Luigi Vinciguerra, generale di Brigata della guardia di Finanza, capo del III Reparto Operativo, Comando generale; Antonella Sberna, vice presidente del Parliamento europeo; Claudio Casini, capo della Rappresentanza europea in Italia; Josef Aschbacher, direttore generale dell’Agenzia spaziale europea; Simonetta Cheli, direttore dei Programmi di Osservazione della Terra e Capo dell’ESRIN; Carlo Corazza, capo Ufficio del Parlamento europeo in Italia; l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato Militare NATO; Teodoro Valente, Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI); Fabio di Stefano, Comunicazioni al Parlamento europeo in Italia.
In un contesto geopolitico sempre più complesso e esacerbato da sfide e tensioni inaspettate, le diverse parti istituzionali hanno analizzato le esigenze dell’Europa in settori chiave come difesa, spazio e cyber sicurezza, evidenziandone un unico comune denominatore, ovvero la necessità di coordinarsi a livello europeo, come già avvenuto con progetti come Galileo, Egnos e Copernicus, con le note rispettive ricadute in termini di innovazione, competitività industriale e, non ultime, autonomia strategica, protezione delle infrastrutture critiche e sicurezza dei suoi cittadini
In particolare, S. Kubilius ha evidenziato che l’Agenzia Spaziale Europea rappresenta un partner di fiducia dell’Unione europea per la progettazione e lo sviluppo delle capacità spaziali, e che ora sarà necessario lavorare ulteriormente insieme, non solo per difendere le nostre risorse spaziali ma anche per utilizzare lo spazio per difendere l’UE. Come? Migliorandone le capacità spaziali nei domini dell’osservazione, comunicazione e navigazione; rafforzando la protezione dei propri satelliti da detriti spaziali, eventi solari e attacchi deliberati; e, infine, dotandola di una maggiore capacità di accesso allo spazio. Non a caso, ha proseguito Kubilius, nella proposta per il prossimo bilancio pluriennale dell’UE, lo stanziamento per la difesa e lo spazio verrà quintuplicato, fino a 131 miliardi di euro. Ciononostante, tali fondi non saranno sufficienti. Perciò difesa e spazio UE dovranno andare di pari passo, coerentemente con il Rapporto Draghi sulla competitività, laddove si sottolinea la necessità di una maggiore cooperazione proprio tra entrambi i domini.
Il commissario ha concluso il suo intervento riepilogando la governance spaziale europea: la Commissione collabora con gli Stati membri, coordina e propone; il Parlamento europeo approva; l’Agenzia spaziale europea costruisce i nostri progetti faro e l’EUSPA, i.e. l’Agenzia Spaziale dell’UE, li gestisce.
Facendo eco al commissario Kubilius, Joseph Aschbacher ha sottolineato che l’ESA è strumento nelle mani dei suoi Stati membri, ai quali offre l’opportunità di supportare entità chiave nel campo della sicurezza come, ad es., l’UE.
Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente dell’ASI, Teodoro Valente, che ha ricordato che “Il lancio del primo satellite della costellazione Cosmo Skymed avvenne già nel 2007-, ora siamo alla seconda generazione. Questo programma nazionale a suo tempo venne sviluppato, congiuntamente, dall’Asi e dal ministero della Difesa. Quindi siamo attivi e operativi in questo ambito da diverso tempo e continueremo a esserlo”.












