Sudan. Il conflitto rischia di affamare milioni di persone

di Wiam Kessab *

Il Sudan, ad un anno e mezzo dal colpo di Stato del 2021, è di nuovo sprofondato nel caos. Le due principali fazioni coinvolte nel conflitto sono il generale e presidente sudanese Abdel Fattah al-Burhan (ed il suo esercito) e il suo vice presidente Mohamed Hamdan Dagalo, a capo della Forza paramilitare di sostegno rapido (Rsf). Gli scontri si sono estesi dalla capitale Khartoum ad altre città. Lo scontro, provocato da un nodo politico-economico, ha visto da una parte le forze armate ufficiali (che manovrano politica ed economia) e dall’altro il capo delle Forze di supporto rapido, che vorrebbe più potere una volta integrato nei ranghi delle forze armate del Paese.
Un conflitto che oltre ad avere un impatto politico, sta avendo impatto sulla situazione sociale del paese. L’esplosione delle violenze in Sudan può far sprofondare milioni di persone nella fame. Il World Food Programme WFP, ha dovuto sospendere temporaneamente le operazioni di aiuto alimentare e in denaro che sono fonte salvavita nel Paese, dove un terzo della popolazione fatica a procurarsi cibo a sufficienza. Prima dello scoppio del conflitto, il 15 aprile, in Sudan già un numero record di persone soffrivano la fame ed entro il 2023 il WFP prevede di assistere oltre 7,6 milioni di persone. I conflitti in corso continuano a ostacolare il lavoro del WFP nella fornitura di cibo d’emergenza, nell’alimentazione scolastica dei bambini e nella prevenzione e cura della malnutrizione.
Sono tre i membri del personale del WFP che hanno perso la vita e due sono rimasti gravemente feriti negli scontri. Il Servizio Aereo Umanitario delle Nazioni Unite (UNHAS), che il WFP gestisce per conto della comunità internazionale, è ora fermo. All’aeroporto internazionale di Khartoum un aereo è stato danneggiato in modo irreparabile e sono stati rubati almeno 10 veicoli e sei camion di generi alimentari. Gli alloggi, gli uffici e i magazzini del WFP a Nyala, nel Darfur Meridionale, sono stati saccheggiati, con la conseguente perdita di 4.000 tonnellate di cibo destinato alle popolazioni affamate. Il conflitto e le sue conseguenze stanno ostacolando i lavori del WFP e stanno ostacolando l’assistenza alimentare a milioni di persone che rischiano la fame.
Il WFP, data la situazione attuale, ha invitato tutte le parti in conflitto ad agire immediatamente per garantire la sicurezza degli operatori umanitari e proteggere i beni e le strutture umanitarie in Sudan. La direttrice esecutiva del WFP, Cindy Hensley McCain, ha inoltre dichiarato che tutte le parti devono raggiungere un accordo che garantisca la sicurezza degli operatori umanitari sul campo e consenta la continuità delle forniture di assistenza umanitaria salvavita al popolo sudanese, che rimane la loro massima priorità.

* Autrice per l’Area Tematica “Legge e Società” – Mondo Internazionale Post.

Articolo in mediapartnership con Giornale Diplomatico.