di Giuseppe Gagliano –

Si sta sempre più trasformando in un’escalation di violenze e attacchi aerei contro i civili il conflitto in corso in Sudan che vede contrapposti l’esercito sudanese e le Forze di Supporto Rapido (RSF) per il controllo territoriale e politico. Le RSF, che rispondono a Mohamed Dagalo,pur essendo inizialmente parte dell’apparato statale hanno acquisito una propria agenda, cercando di consolidare il potere in vaste regioni del Sudan, incluse la capitale Khartoum e il Darfur.

Le cause di questa crisi possono essere ricondotte all’eredità della dittatura di Omar al-Bashir e alla sua rimozione, che ha lasciato un vuoto di potere non risolto. La lotta per il controllo delle risorse, in particolare nel Darfur e nelle aree circostanti, alimenta le tensioni, mentre la frammentazione del potere statale rende difficile il consolidamento di un’autorità centrale capace di mediare tra le varie fazioni in lotta.

L’aumento dei raid aerei da parte dell’esercito sudanese, che punta a riconquistare territori strategici persi a favore delle RSF, ha avuto un impatto devastante sulla popolazione civile, con decine di morti e un numero crescente di sfollati, aggravando ulteriormente la già grave crisi umanitaria. Domenica un bombardamento ha centrato un mercato a sud di Khartoum, provocando almeno 23 morti e 40 feriti.

La comunità internazionale, inclusi gli attori umanitari come Medici Senza Frontiere, ha denunciato la mancanza di accesso agli aiuti alla popolazione stremata, un aspetto che sta esacerbando la crisi alimentare e sanitaria, in particolare nei campi profughi come quello di Zamzam.

La risposta della comunità internazionale tuttavia è stata finora limitata, complicata da un contesto regionale instabile e dall’assenza di un intervento efficace delle Nazioni Unite o di potenze esterne. L’ulteriore militarizzazione del conflitto, accompagnata da crescenti segnalazioni di crimini di guerra e di violazioni dei diritti umani, rischia di rendere la situazione sudanese ancora più instabile, prolungando la guerra civile e aggravando la già drammatica condizione della popolazione.