Svezia. Elezioni tra sicurezza, NATO e difesa dalle interferenze

di Adkhamjon Janobiddinov

Il 13 settembre 2026 la Svezia tornerà alle urne per le elezioni legislative, le prime dopo l’adesione alla NATO, avvenuta nel 2024 e destinata a modificare il contesto strategico del Paese dopo oltre due secoli di non allineamento militare. Il voto sarà osservato con particolare attenzione anche per le misure adottate da Stoccolma per prevenire interferenze esterne e campagne di disinformazione.
Gli elettori riceveranno tre schede: quella gialla per il rinnovo del Riksdag, il parlamento nazionale di 349 seggi; quella blu per le elezioni regionali, competenti soprattutto in materia di sanità e trasporti pubblici; e quella bianca per i consigli comunali, responsabili dei principali servizi locali.
Sul piano politico, le elezioni decideranno il futuro dell’Accordo di Tidö, che dal 2022 sostiene il governo di minoranza di centrodestra guidato dal primo ministro Ulf Kristersson, formato da Moderati, Cristiano-democratici e Liberali con l’appoggio esterno dei Democratici Svedesi. L’alternativa è rappresentata dai Socialdemocratici guidati da Magdalena Andersson, attualmente in vantaggio nei sondaggi.
Per garantire l’integrità del voto, la Svezia ha rafforzato il coordinamento tra Autorità elettorale, Servizi di sicurezza e Agenzia per la difesa psicologica. Nel febbraio scorso il governo ha riunito tutti i leader dei partiti per un briefing congiunto sulle possibili interferenze straniere, un modello di cooperazione ancora raro in Europa.
Particolare rilievo assume l’Agenzia per la difesa psicologica, istituita nel 2022 per contrastare le operazioni di influenza informativa e rafforzare la resilienza della popolazione alla disinformazione. In vista delle elezioni l’agenzia ha studiato le recenti consultazioni europee per individuare nuove tecniche di manipolazione, pur ritenendo che la Svezia non rappresenti attualmente un obiettivo prioritario delle campagne russe.
Il governo ha inoltre promosso programmi nazionali di alfabetizzazione mediatica e digitale, estesi anche all’intelligenza artificiale, mentre le autorità mantengono un dialogo costante con le principali piattaforme tecnologiche per limitare la diffusione di contenuti falsi. La polizia ha istituito una struttura dedicata alla sicurezza elettorale e alla protezione dei candidati.
Un altro elemento distintivo del sistema svedese è il voto esclusivamente cartaceo: le schede vengono scrutinate manualmente in un processo pubblico e trasparente, ritenuto dalle autorità una garanzia aggiuntiva contro i rischi informatici.
Le elezioni svedesi si inseriscono in un anno caratterizzato da numerose consultazioni europee, tra cui quelle legislative in Lettonia del 3 ottobre. L’approccio adottato da Stoccolma, fondato sulla cooperazione tra istituzioni, servizi di sicurezza, formazione dei cittadini e trasparenza delle operazioni di voto, rappresenta uno dei modelli più avanzati sviluppati in Europa per tutelare l’integrità del processo democratico.