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Le autorità svedesi hanno sequestrato una nave battente bandiera maltese sospettata di aver operato al sabotaggio, avvenuto il 25gennaio, del cavo sottomarino in fibra ottica che collega la Lettonia all’isola svedese di Gotland, lasciando la popolazione senza internet. La nave Vezhen, di proprietà di una compagnia bulgara, era partita dal porto russo di Ust-Luga carica di fertilizzanti, quando il Centro radio-televisivo lettone comunicò un’interruzione nei dati. Immediate le accuse di sabotaggio mosse nei confronti della Russia, “un grave atto di sabotaggio nella nostra zona economica”, è stato affermato da Stoccolma.
La compagnia bulgara ha parlato di “incidente”, per via un’ancora caduta per errore in mare, ma intanto la Nato ne ha approfittato per alzare la guardia e dare seguito alla missione Baltic Sentry, con il dispiegamento in una zona sempre più calda di fregate, droni navali, aerei di pattugliamento. Il segretario generale della Nato se l’è presa con la “flotta ombra russa”, garantendo “ispezioni e, se necessario, sequestri”.
Non è la prima volta che si assiste a casi del genere. Nel dicembre 2024 una nave russa è stata sospettata di aver sabotato un collegamento elettrico con l’Estonia, mentre in novembre una nave cinese, la Yi Pen 3, è stata fermata nel Baltico dopo aver tranciato due cavi in fibra ottica.
E’ tuttavia difficile pensare che rientrasse negli interessi prioritari di Vladimir Putin tranciare la fibra ottica diretta all’isola semi deserta di Gotland, che conta 60mila abitanti, per quanto la posizione sia strategica e ospiti una piccola base navale e circa 400 soldati: e situata a 80 chilometri dalla costa svedese e a 240 chilometri dalla russa Kalininingrad.




