
Radio Cusano Campus –
“Una certa disattenzione rispetto al tema della legalità il sistema svizzero ce l’ha sempre avuto. Non a caso per decenni è stato il luogo del riciclaggio dei soldi della mafia e dei traffici internazionali, con grandi difficoltà per penetrare i segreti bancari. L’episodio di Crans-Montana dimostra superficialità, incoscienza e anche una criminale disattenzione. È una strage terrificante, che vede protagonista una coppia spregiudicata, criminale, insensibile ai problemi di sicurezza”. Lo ha detto Antonio Ingroia, legale e già magistrato antimafia, su Radio Cusano Campus, nel programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.
“Io vedo la possibilità di contestare un omicidio volontario, perché ci sono gli estremi per il dolo eventuale, quello in cui tu dici ‘non lo so se uccido, penso che non lo uccido e accetto il rischio’. Loro hanno accettato il rischio, la possibilità che succedessero questi incendi gli era stata rappresentata e Moretti ha rifiutato le misure di sicurezza perchè troppo costose – ha proseguito Ingroia – Secondo me è un caso di dolo e di fronte ad un omicidio plurimo doloso in Italia la pena è di almeno 21 anni, e non si può uscire. La cauzione di 200 mila franchi è una follia, fa rabbrividire. Il governo italiano ha fatto bene a prendere una posizione forte”.
“È assurdo che un sistema giudiziario accetti quel tipo di cauzione e che lo faccia in forma anonima, è impensabile che accada questo in uno stato di diritto – ha concluso Ingroia – Ci potrebbero essere anche presupposti perché lo Stato italiano denunci lo Stato svizzero davanti alla Corte Europea. Non bisogna fargliela passare liscia. L’autorità giudiziaria svizzera avrebbe potuto negare la scarcerazione vista la gravità del fatto, anche con 400 mila franchi invece di 200 mila”.











