Svizzera. Referendum per non superare i 10 milioni di abitanti

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La Svizzera torna alle urne, per fermare la popolazione a 10 milioni entro il 2050. Il referendum del 14 giugno punta dritto al cuore del tema immigrazione e fotografa un’Europa che, a dieci anni dalla crisi migratoria, ha spostato l’asse sempre più a destra. Oggi gli abitanti sono circa 9 milioni. Se il “sì” dovesse prevalere, il governo avrebbe 25 anni per mettere un tetto agli ingressi. I promotori chiedono misure concrete: rendere più difficile ottenere la residenza permanente una volta superata quota 9,5 milioni e rivedere l’accordo con l’Unione Europea sulla libera circolazione. La Svizzera non è membro dell’UE, ma quell’intesa è uno dei pilastri dei rapporti con Bruxelles.
Esecutivo e Parlamento hanno già detto no. Ma nel sistema elvetico oltre 100mila firme bastano per portare la questione davanti agli elettori. A raccoglierle è stata l’Unione Democratica di Centro (UDC), destra nazional-conservatrice che occupa circa un terzo dei seggi federali. Secondo i suoi esponenti, la crescita demografica ha messo sotto pressione infrastrutture e affitti e avrebbe eroso l’identità locale.
Sul fronte opposto si teme un autogol economico. Limitare l’immigrazione, sostengono i contrari, significherebbe complicare il reclutamento di manodopera straniera in un mercato già alle prese con carenze strutturali e incrinare i rapporti con Bruxelles.
Anche il Consiglio federale, ovvero il governo collegiale di sette membri che include rappresentanti UDC, ha raccomandato a marzo di respingere l’iniziativa. L’esecutivo parla di “conseguenze di vasta portata”, tra cui la possibile uscita da diversi accordi internazionali, e ribadisce la volontà di cooperare con l’UE piuttosto che entrare in rotta di collisione.

* Fonte: agenzia Dire.