di Giuseppe De Santis –
La Tanzania, oltre ad essere uno degli stati con maggiori risorse economiche dell’Africa, gode anche di una certa stabilità, cosa che fino ad oggi ha incentivato l’arrivo di investimenti stranieri.
Una situazione tuttavia non ben accettata dai cittadini tanzaniani, e per far fronte alle loro richieste il governo ha vietato agli stranieri l’esercizio di diverse attività imprenditoriali.
Tra le attività vietate vi sono i saloni di bellezza, il commercio all’ingrosso e al dettaglio con l’eccezione di supermercati, la riparazione di cellulari, la pulizia di case e uffici, le piccole miniere, i servizi postali, le guide turistiche, la gestione di stazioni radio e televisive, il trasferimento di denaro, l’intermediazione immobiliare, l’intermediazione di prodotti agricoli, la gestione di apparecchiature per il gioco d’azzardo e in generale le piccole e medie imprese.
Chiunque violerà tali disposizioni rischierà una multa di 3900 dollari, sei mesi di reclusione e la revoca del permesso di soggiorno.
Lo scopo di questa disposizione è quello di tutelare gli interessi dei cittadini tanzaniani riservando loro opportunità di lavoro e di impresa, ma come è facile intuire le nuove disposizioni hanno scatenato le ire dei paesi africani vicini, dal momento che sono molti gli immigrati africani che gestiscono attività imprenditoriali in Tanzania.



