di Giuseppe De Santis –
E’ pressoché terminata la costruzione della diga Julius Nyerere ad opera della Arab Contractors e della El Sewedi Electric egiziane. L’opera, situata sul fiume Rufiji, nella regione di Morogoro, e in parte già funzionante e a pieno regime le nove turbine produrranno 5.920 gigawatt di energia pulita all’anno. Di proprietà dell’ente gestore dell’energia elettrica della Tanzania, la Tanesco, l’impianto viene ad essere il nono più grande del mondo: la diga è in cemento con forma arcuata e ha una capienza di 34 miliardi di metri cubi di acqua.
Il costo del progetto è di 10 miliardi di euro, e permetterà lo sviluppo e l’approvvigionamento di energia dell’intera regione. Presenta tuttavia ricadute negative di carattere ambientale, in quanto la diga sorge nella riserva Selous Game, riconosciuta come patrimonio naturale, della quale verrà inondato il 2,2% del territorio. Il fiume Rufiji tende inoltre a gonfiarmi pericolosamente e a cambiare percorso in occasione della stagione delle piogge, determinando la nascita e la scomparsa di bacini naturali in cui trovano l’habitat numerose specie in via di estinzione. Gli stessi bacini naturali a valle, non avendo il naturale supporto idrico, verranno a prosciugarsi attraverso l’evaporazione, con ricadute sulla pesca e sull’economia locale.



