di Alberto Galvi

L’emergere di Paetongtarn Shinawatra come figura politica e possibile candidata alla guida del governo potrebbe far aumentare le divisioni politiche in Thailandia. La pasionaria è infatti la più giovane dei tre figli del magnate miliardario Thaksin, ex primo ministro ed oggi in esilio, e sta guardando alle elezioni di marzo 2023 per prendere il posto che fu a suo tempo del padre. La carica di primo ministro può durare fino a un totale di 8 anni.

Paetongtarn ha per ora un ruolo di basso profilo nel principale partito di opposizione Pheu Thai, ma è stata nominata in ottobre capo dei comitati di consulenza per l’inclusione e l’innovazione di quella forza politica, il cui capo è di fatto lo stesso Thaksin. Dopo la nomina in molti ora credono che sarà la candidata del partito alla carica di primo ministro in contrapposizione a Prayut Chan-ocha, il quale dovrebbe presentarsi per la rielezione.

Gli oppositori di Thaksin hanno affermato che l’unico motivo per cui Pheu Thai avrebbe nominato Paetongtarn è che Thaksin sta ancora cercando modi per tornare in Thailandia senza dover passare un giorno in prigione. Thaksin è fuggito dal paese dopo il colpo di Stato thailandese del 2006 a causa di varie accuse contro di lui. I cinque anni al potere di Thaksin hanno visto una ripresa economica e una spinta per i poveri delle zone rurali, ma con comportamenti di nepotismo e di autoritarismo misti a reati, accuse che secondo Thaksin erano motivate politicamente.

Il partito Pheu Thai intende attuare una strategia per vincere più di 250 seggi parlamentari o almeno 18 milioni di 35 milioni di voti in modo da poter battere i 250 senatori nominati dalla giunta. Il partito Pheu Thai ha ancora una solida base nelle campagne del Nord e del nord-est e sta ottenendo sostenitori dalle Camicie rosse, il che significa che il partito ha la possibilità di ottenere il maggior numero di seggi parlamentari alle prossime elezioni generali.

Il Senato è composto da 250 seggi i cui membri sono nominati dal Royal Thai Army per un mandato di 5 anni. La Camera dei rappresentanti è composta da 500 seggi, di cui 375 membri sono eletti direttamente in collegi uninominali a maggioranza semplice e 150 membri sono eletti in un unico collegio elettorale nazionale con voto di rappresentanza proporzionale di lista di partito; durano in carica 4 anni.

Lo scorso novembre la costituzione thailandese è stata modificata per aumentare da 350 a 400 il numero dei parlamentari del collegio elettorale, ridurre da 150 a 100 il numero dei parlamentari delle liste di partito e cambiare le elezioni in un sistema a doppio scrutinio.

Si prevedono comunque a breve accuse e tentativi di far deragliare il partito Pheu Thai e di arrivare allo scioglimento di un altro partito alleato. Alcuni partiti sono stati sciolti dalla corte costituzionale proprio per sbarazzarsi di Thaksin.