di Ghazy Eddaly –
Il premio Nobel per la Pace è stato assegnato quest’anno al “Quartetto per il dialogo” in Tunisia. Si tratta di quattro estrazioni della vita civile che hanno cooperato per riavviare la Tunisia nel dopo “Primavera Araba”, forse l’unica inedita e di certo la sola che ha trovato la realizzazione democratica: si tratta del sindacato generale tunisino (UGTT, Union Générale Tunisienne du Travail), della confederazione industriale e del commercio (UTICA, Union Tunisienne de l’Industrie, du Commerce et de l’Artisanat), della lega dei diritti umani (LTDH, La Ligue Tunisienne pour la Défense des Droits de l’Homme), e dell’ordine degli avvocati (Ordre National des Avocats de Tunisie). Si è voluto premiare il lavoro fatto dalle quattro organizzazioni per portare la Tunisia nell’era della democrazia, attraverso il dialogo e il confronto socio-politico.
Tra i nomi dei 273 candidati la cancelliera tedesca Angela Merkel e il sindaco di Lampedusa, ma la lista rimane, come da tradizione, segreta.




